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mercoledì 3 luglio 2019

LATISANA (UD): la Pala del Veronese



http://www.comune.latisana.ud.it


Latisana non è una di quelle mete che possiamo definire turistiche, ma tuttavia un pomeriggio in  questa cittadina lo raccomandiamo, soprattutto agli amanti dell'arte. Infatti, all'interno del Duomo, si trova un'opera che se fosse in qualsiasi altro paese d'Europa, ci sarebbe la fila per ammirarla. Stiamo parlando della Pala del Veronese; raffigura il Battesimo di Cristo ed è opera del 1556/57. 

Paolo Veronese è stato un pittore italiano del Rinascimento, esponente della scuola veneta, nato a Verona nel 1528 e morto a Venezia nel 1588. Il vero nome è Paolo Caliari, è noto in particolare per i suoi dipinti a soggetto religioso e mitologico di grande formato. Conosciuto come un ottimo colorista, dopo un periodo iniziale iscrivibile alla pittura manierista, sviluppò uno stile naturalistico di pittura, sotto le influenze del Tiziano. Caliari è sempre stato apprezzato per "la brillantezza cromatica della sua tavolozza, per lo splendore e la sensibilità della sua pennellata, per l'eleganza aristocratica delle sue figure e per la magnificenza del suo spettacolo", ma il suo lavoro è stato percepito "per non consentire l'espressione del profondo, umano o sublime. Del "grande trio" è stato il meno apprezzato dalla critica moderna" . Le sue opere sono perlopiù in situ, ma ci sono opere sue anche alla Pinacoteca di Brera e al Louvre! ma anche al Prado di Madrid e a Chicago e.... a Latisana!!

Peccato che l'opera non abbia un adeguato sistema di illuminazione a valorizzarla e pertanto resti alquanto al buio e non si riescono a cogliere i particolari. 

Altre opere da menzionare sono:

  • la Sacra famiglia di Giovanni Battista Bassi del 1568, collocata sul primo altare a sinistra;
  • il Crocifisso ligneo di Andrea Fosco del 1566, posto nel terzo altare a destra; autore anche dello splendido marmoreo altare maggiore.
  • la Trasfigurazione di Marco Moro del 1591, nel coro.
Le Campane sono Colbachini. Di gran pregio:



La facciata del Duomo con il suo Campanile offrono un bel colpo d'occhio al visitatore. La Piazza di per sì non estesa, è dominata da questo Duomo.

Siamo capitati a Latisana con un temporale estivo che ha abbassato la temperatura di 10 gradi e tirava un vento fortissi,o. Questo ci ha indotto a stare all'interno del Duomo più tempo.


Il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista, è la più importante tra le chiese di Latisana. Ristrutturato e consacrato nel suo attuale assetto architettonico nel 1760, risale al XVI secolo.
L’interno, a navata unica, in stile rinascimentale, fu articolato in sei cappelle con relativi altari di marmo policromo, presbiterio con altare marmoreo, abside poligonale e volta a botte con crocere in corrispondenza delle cappelle maggiori. 

L’organo di Pietro Nacchini è stato collocato nel 1758.

Al Duomo è affiancato il campanile alto 53 metri, con pianta quadrata; alla sommità si nota la cella campanaria con trifore e archi in marmo, sormontata da una cupola ottagonale sopra la quale è inserita una croce in ferro battuto alta 3 metri.


Il Centro è molto bello, con portici e case colorate.




Grazie al fiume Tagliamento che la lambisce e che attualmente la divide dalla regione Veneto, divenne importante porto fluviale nei secoli XII-XIII. Fu soprattutto nota per il commercio del sale, ma anche di legname, granaglie, vino, minerali e bestiame nonché transito di passeggeri verso il
Nord e cerso il Mar Adriatico.


Ci siamo affacciati sulla camminata pedonale lungo il fiume: bellissimo!


Latisana si trova vicino alla località balneare di Lignano Sabbiadoro. Fondata in epoca romana, deve la sua ubicazione al fiume Tagliamento, un tempo via privilegiata per i trasporti e il commercio.
La città è caratterizzata da un elevato numero di edifici di culto, il Septifanium, che comprende ben 7 chiese: San Giovanni Battista, Beata Vergine delle Grazie, Sant'Antonio di Padova, Sant'Anna, Madonna della Strada, il Tempio Gaspari e la cappella dell'ospedale.

LA PALA DEL VERONESE 
Ed ecco l'emozionante opera del Veronese. 



"Spiccano, in basso, la tìgura di S. Giovanni, a destra di chi guarda, e quella di Gesù nel mezzo. Il Battista tiene, con la sinistra, sollevata la ciotola dell'acqua, e, prima di versare la sacra onda sul capo di Gesù, volge gli occhi in alto, al-zando la destra per im plorare la celeste benedizione. Il Redentore è in umile e riverente atteggiamento: la testa abbassata, le braccia incrociate sul petto, piegato alquanto il ginocchio; tiene i piedi immersi nel Giordano. Nel centro del dipinto havvi uno sprazzo di luce bianca, a significare che ivi rifulge il lume dello Spirito Santo) e intorno ad essa si libra una corona di teste d'angioletti. Due alberi spiccano, uno per ciascun lato della tela,--e i rami, in alto, s'intrecciano, e più in alto ancora) in mezzo alle fronde, si scorge, come in Ulla ne buIo sa, la testa e parte della figura del Padre Eterno. Un angelo, in atto di riguardare le due figure prin-cipali, si appoggia a metà dell'albero di destra; e ai piedi di questo, quasi a tergo del Santo, si affacciallo due persone, una delle quali è celata per più di metà dal Battista, dell'altra è accennata solo la testa. Ai piedi del tronco di sinistra quattro angeli, in mistica posa) assistono al sacro rito. Altri alberi si perdono nella lon-tananza, ed insieme con le nubi, sottoposta alla gloria degli angioletti, costituiscono lo sfondo del dipinto."


"Due parole di conclusione. il Battesimo di Cristo, o Gesù al Giordano, che si conserva nella Chiesa parrocchiale di Latisana, e non soltanto opera originale di Paolo Veronese, ma forse la migliore trattazione di quel soggetto da parte del grande Maestro. E questi esegui il dipinto a Venezia, per incarico dello scultore in legno Andrea Fosco da Faenza, tra il luglio 1566 e il giugno 1567, salvo che non l'avesse avuto )già wonto in quel frattempo per altro acquireme e l'avesse ceduto allo scultore." GELLIO CASSI. (da http://www.bollettinodarte.beniculturali.it)