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sabato 6 luglio 2019

LIGNANO (UD): Lungo i canali tra i canneti


 "...LA QUIETE MAGICA
DI QUESTO PAESAGGIO
CHE SI LIBRA TRA CIELO E MARE
E DOVE IL TEMPO SCORRE LENTO
E IL RITMO DELLA VITA
E' RIMASTO QUELLO DI TANTI ANNI FA".
(ERNEST HEMINGWAY)

Oggi siamo saliti a bordo della "Nuova Saturno", la motonave che ci mancava per completare la nostra esperienza in mare di questa vacanza. Questa volta abbiamo solcato sia acque salate sia dolci, perchè la meta sono i Casoni della Riseva Naturale Foce dello Stella. Ed ecco infatti le enormi distese di canneti, che non possono certo crescere in acque salate. 


Il Capitano Adriano Zentilin ha una grande passione per la sua terra. Originario di Marano Lagunare, (Vedi la nostra visita a Marano Lagunare) proviene da una famiglia di pescatori. La madre, ci ha raccontato, barattava pesce per qualche sacco di farina o delle uova, navigando dai Casoni a Marano alle 3 di mattina. 


Vite di grandi sacrifici ora ripagate (seppur ancora indubbiamente con tantissimo lavoro) dall'attività turistica iniziata nel 1969 dal lungimirante zio di Adriano, Geremia, oggi più che ottantenne, ma sempre attento a vigilare sul lavoro del nipote, anche se da casa. Un business coi fiocchi, organizzato in ogni dettaglio dalla famiglia di Adriano composta, oltre che dallo zio, da tre figli e la moglie Luisa, amministratrice della ditta. 
La mini crociera mattutina estiva che abbiamo scelto, "Escursione sul fiume Stella con visita alla Riserva naturale F.V.G. (oasi WWF) e sosta ai Casoni antichi rifugi dei pescatori", ha questo programma:

Programma:
Partenza da Lignano alle ore 9.45
Sosta di circa 45 min presso i Casoni del Fiume Stella con panini, folklore e racconti)
Rientro in porto a Lignano alle 12.30

Prezzi: intero, 18 euro. 
Ragazzi under 13,  9 euro. 
Bimbi under 6, gratis.
Un bambino per famiglia gratis al lunedì e al venerdì. 


Cell. (++39)_33 55 36 86 85



Capitan Adriano mette subito in luce la sua simpatia, coinvolgendo i passeggeri, specialmente i ragazzi di un centro estivo che occupavano tutto il primo piano dell'imbarcazione. L'attenzione ai bambini fa di questa crociera la più adatta ai più piccoli di tutte quelle programmate sia dalla stessa Nuova Saturno, sia dalle altre compagnie. Un po' di musica (cantautori italiani), accompagna la navigazione, forse non apprezzata da tutti, ma trasmessa comunque ad un volume che non disturba e spenta intellligentemente quando si trattava di ammirare gli uccelli della Laguna (più di 300 specie popolano questo biotopo!) e ascoltare i loro versi nel silenzio. Alla musica si alternano utili spiegazioni del Capitano che con parole semplici e divertenti battute, ci ha spiegato tante cose della sua terra.




 "...Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini..."
(Gabriele d'Annunzio) 


Per esempio come si chiamano quei pali a strisce verdi o rosse che delimitano la Litoranea, la "strada" ch seguono le barche, e la loro funzione: si chiamano briccole e appunto delimitano la via navigabile che ha una profondità tra i 2 e i 5m ma può anche scendere a 1,50 m come oggi e la barca lascia una scia marrone. Il resto della superficie d'acqua, con canali poco profondi, è percorribile solo con le batele, tipiche imbarcazioni lagunari piatte. 


Navighiamo tra le barene, formazioni lagunari, isolotti, quasi sempre emergenti tranne nei periodi di alta marea sopra la norma. Velme sono invece quelle superfici che periodicamente affondano e affiorano a seconda delle maree, governate, come sappiamo, dalle fasi lunari. Affascinanti le bilance, reti appese, secondo tradizione, una delle tecniche di pesca di una volta.


Avvistiamo i primi casoni, ancora gestiti da pescatori. A differenza di quelli che abbiamo visto nella Laguna di Grado (che godono delle normative di Maria Teresa d'Austria!), qui i casoni sono fatti "come una volta" cioè con materiali leggeri trasportabili con le batele. Hanno il tetto di canne e la porta a ovest, come tutti i casoni, per evitare i venti provenienti quasi sempre da est. Non si possono comprare i casoni. Ma si tramandano di generazione in generazione e per possederne uno bisogna essere di Marano Lagunare o... sposarsi con un maranese!


Incredibili gli incontri ravvicinati con i cigni, che non temono le imbarcazioni che sono solite solcare quotidianamente queste acque. Amichevoli, si avvicinano a ricevere un boccone di pane... qui mamma con i suoi piccoli.


Capitan Adriano è esperto di natura e ci indica le specie di uccelli che avvistiamo durante la navigazione: Gabbiani reali, Cigni reali, Cormorani, Beccacce, Cavalieri d'Italia, Folaghe, Aironi, Gallinelle d'acqua... già in parte da noi ammirati nella nostra gita alla Riserva di Canal Novo.
Dulcis in fundo, nei pressi dei Casoni dello Stella, Adriano ci fa notare un gruppo di Cefali:


"... i silenzi sono dolcissimi, i rumori sono quelli di un cefalo che qua e là guizza a mezz'aria e ricade nell'acqua, del fruscio delle foglie appena mosse dal vento, del richiamo degli uccelli migratori che arrivano dopo un lungo viaggio dai Paesi dell'Est e scendono con larghe volute sulla laguna..., rimasta antica nei suoi umori e nel sapore della vita..." (Ernest Hemingway, Di là dal fiume tra gli alberi", 1948).


L'origine della laguna risale a 5.000/6.000 anni fa. Il bacino si estende tra la pianura friulana ed il mare Adriatico e tra i due grandi fiumi della regione, il Tagliamento e l'Isonzo. Molti uccelli sono ittiofoghi (che si cibano di pesci) e quelli malacofagi (che si cibano di molluschi)... quante cose abbiamo imparato! L'Oasi protetta con divieto di caccia risale al 1976. Mentre la Riserva Naturale è del 1996

Nel 2017 i casoni della famiglia di Adriano hanno subito un terribile incendio, non si sa ancora perchè (si spera non per l'invidia di qualcuno). La famiglia ha saputo rimboccarsi le maniche, ricostruire i casoni bruciati e ripartire con l'attività, anche grazie al supporto dei proprietari dei casoni vicini. Quando si parla di buona volontà delle persone originarie di queste zone. I casoni sono tradizionalmente in legno e canna palustre e per costruirli occorre tanta abilità e pazienza. Le canne sono legate insieme da una specie di ago gigante... rigorosamente a mano!
Al centro del casone, il tradizionale fogher, unico elemento del casone in mattoni. 

Dopo un delizioso paninetto alla mortadella (1,50 euro) al banchetto allestito per noi passeggeri, il Capitano ci intrattiene con storie e canzoni, sfoggiando abilità alla chitarra: ecco un breve video de La Madonnina del mare.


Dopo questa piacevole sosta folkroristica, si riparte verso Lignano. Ritorno in mare aperto. E Capitan Adriano ci sorprende ancora... con la tromba! Per la gioia di Giacomo.


CAPITANO MIO CAPITANO... GRAZIE! e complimenti per la passione e l'attaccamento alla tua terra, alla tua famiglia, alla tua storia.
Abbiamo imparato tanto anche oggi. E sarà uno dei nostri bei ricordi, sempre. Questa la dedica per me di Adriano, sul suo libro "Lungo i canali tra i canneti" che potete acquistare a bordo a 8 euro.


mercoledì 3 luglio 2019

LATISANA (UD): la Pala del Veronese



http://www.comune.latisana.ud.it


Latisana non è una di quelle mete che possiamo definire turistiche, ma tuttavia un pomeriggio in  questa cittadina lo raccomandiamo, soprattutto agli amanti dell'arte. Infatti, all'interno del Duomo, si trova un'opera che se fosse in qualsiasi altro paese d'Europa, ci sarebbe la fila per ammirarla. Stiamo parlando della Pala del Veronese; raffigura il Battesimo di Cristo ed è opera del 1556/57. 

Paolo Veronese è stato un pittore italiano del Rinascimento, esponente della scuola veneta, nato a Verona nel 1528 e morto a Venezia nel 1588. Il vero nome è Paolo Caliari, è noto in particolare per i suoi dipinti a soggetto religioso e mitologico di grande formato. Conosciuto come un ottimo colorista, dopo un periodo iniziale iscrivibile alla pittura manierista, sviluppò uno stile naturalistico di pittura, sotto le influenze del Tiziano. Caliari è sempre stato apprezzato per "la brillantezza cromatica della sua tavolozza, per lo splendore e la sensibilità della sua pennellata, per l'eleganza aristocratica delle sue figure e per la magnificenza del suo spettacolo", ma il suo lavoro è stato percepito "per non consentire l'espressione del profondo, umano o sublime. Del "grande trio" è stato il meno apprezzato dalla critica moderna" . Le sue opere sono perlopiù in situ, ma ci sono opere sue anche alla Pinacoteca di Brera e al Louvre! ma anche al Prado di Madrid e a Chicago e.... a Latisana!!

Peccato che l'opera non abbia un adeguato sistema di illuminazione a valorizzarla e pertanto resti alquanto al buio e non si riescono a cogliere i particolari. 

Altre opere da menzionare sono:

  • la Sacra famiglia di Giovanni Battista Bassi del 1568, collocata sul primo altare a sinistra;
  • il Crocifisso ligneo di Andrea Fosco del 1566, posto nel terzo altare a destra; autore anche dello splendido marmoreo altare maggiore.
  • la Trasfigurazione di Marco Moro del 1591, nel coro.
Le Campane sono Colbachini. Di gran pregio:



La facciata del Duomo con il suo Campanile offrono un bel colpo d'occhio al visitatore. La Piazza di per sì non estesa, è dominata da questo Duomo.

Siamo capitati a Latisana con un temporale estivo che ha abbassato la temperatura di 10 gradi e tirava un vento fortissi,o. Questo ci ha indotto a stare all'interno del Duomo più tempo.


Il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista, è la più importante tra le chiese di Latisana. Ristrutturato e consacrato nel suo attuale assetto architettonico nel 1760, risale al XVI secolo.
L’interno, a navata unica, in stile rinascimentale, fu articolato in sei cappelle con relativi altari di marmo policromo, presbiterio con altare marmoreo, abside poligonale e volta a botte con crocere in corrispondenza delle cappelle maggiori. 

L’organo di Pietro Nacchini è stato collocato nel 1758.

Al Duomo è affiancato il campanile alto 53 metri, con pianta quadrata; alla sommità si nota la cella campanaria con trifore e archi in marmo, sormontata da una cupola ottagonale sopra la quale è inserita una croce in ferro battuto alta 3 metri.


Il Centro è molto bello, con portici e case colorate.




Grazie al fiume Tagliamento che la lambisce e che attualmente la divide dalla regione Veneto, divenne importante porto fluviale nei secoli XII-XIII. Fu soprattutto nota per il commercio del sale, ma anche di legname, granaglie, vino, minerali e bestiame nonché transito di passeggeri verso il
Nord e cerso il Mar Adriatico.


Ci siamo affacciati sulla camminata pedonale lungo il fiume: bellissimo!


Latisana si trova vicino alla località balneare di Lignano Sabbiadoro. Fondata in epoca romana, deve la sua ubicazione al fiume Tagliamento, un tempo via privilegiata per i trasporti e il commercio.
La città è caratterizzata da un elevato numero di edifici di culto, il Septifanium, che comprende ben 7 chiese: San Giovanni Battista, Beata Vergine delle Grazie, Sant'Antonio di Padova, Sant'Anna, Madonna della Strada, il Tempio Gaspari e la cappella dell'ospedale.

LA PALA DEL VERONESE 
Ed ecco l'emozionante opera del Veronese. 



"Spiccano, in basso, la tìgura di S. Giovanni, a destra di chi guarda, e quella di Gesù nel mezzo. Il Battista tiene, con la sinistra, sollevata la ciotola dell'acqua, e, prima di versare la sacra onda sul capo di Gesù, volge gli occhi in alto, al-zando la destra per im plorare la celeste benedizione. Il Redentore è in umile e riverente atteggiamento: la testa abbassata, le braccia incrociate sul petto, piegato alquanto il ginocchio; tiene i piedi immersi nel Giordano. Nel centro del dipinto havvi uno sprazzo di luce bianca, a significare che ivi rifulge il lume dello Spirito Santo) e intorno ad essa si libra una corona di teste d'angioletti. Due alberi spiccano, uno per ciascun lato della tela,--e i rami, in alto, s'intrecciano, e più in alto ancora) in mezzo alle fronde, si scorge, come in Ulla ne buIo sa, la testa e parte della figura del Padre Eterno. Un angelo, in atto di riguardare le due figure prin-cipali, si appoggia a metà dell'albero di destra; e ai piedi di questo, quasi a tergo del Santo, si affacciallo due persone, una delle quali è celata per più di metà dal Battista, dell'altra è accennata solo la testa. Ai piedi del tronco di sinistra quattro angeli, in mistica posa) assistono al sacro rito. Altri alberi si perdono nella lon-tananza, ed insieme con le nubi, sottoposta alla gloria degli angioletti, costituiscono lo sfondo del dipinto."


"Due parole di conclusione. il Battesimo di Cristo, o Gesù al Giordano, che si conserva nella Chiesa parrocchiale di Latisana, e non soltanto opera originale di Paolo Veronese, ma forse la migliore trattazione di quel soggetto da parte del grande Maestro. E questi esegui il dipinto a Venezia, per incarico dello scultore in legno Andrea Fosco da Faenza, tra il luglio 1566 e il giugno 1567, salvo che non l'avesse avuto )già wonto in quel frattempo per altro acquireme e l'avesse ceduto allo scultore." GELLIO CASSI. (da http://www.bollettinodarte.beniculturali.it)



 

lunedì 1 luglio 2019

LIGNANO/GRADO (GO): Mini crociera tra storia e natura



www.motonaveeuropa.it
Tel. 338 6067620

Torniamo a percorrere la LITORANEA VENETA, quell'autostrada del mare che abbiamo conosciuto nel precedente giro in battello fino ad Aquileia. Oggi però ci muoviamo di pomeriggio e lo facciamo con destinazione Grado, un altro centro ricco di storia che sicuramente vale la pena visitare. 

Così recita il volantino: Escursione nella Laguna di Grado - Sosta sull'Isola di Grado: porto peschereccio e antico centro romano. La città, sorta come porto romano di Aquileia sul mare, acquistò importanza al tempo delle invasioni barbariche come avamposto, specialmente contro gli Unni (452). Tipico il centro storico con resti romani e con vie che fanno ricordare Venezia, importanti sono le chiese che vi si trovano (S. Maria delle Grazie, Il Duomo; il Battistero). Il ritorno verrà effettuato attraverso la Laguna di Grado dove potrete ammirare un susseguirsi di casoni, barene, valli da pesca e diverse varietà di uccelli.

PREZZI: Adulti: 20,00 Euro, Bambini (4-12): 10,00 Euro; 'Speciale Famiglie': Lunedì, Venerdì, Sabato: 1 bambino gratis.

Lunedì - Sabato: partenza alle 14:00, ritorno alle 19.00. 
Le crociere vengono effettuate con un minimo di 20 partecipanti adulti. 





La giornata è meno calda della gita ad Aquileia e la nostra barca ospita solo una ventina di persone. Il tempo che ci viene concesso per girare Grado è superiore a quello che avevamo per Aquileia e quindi, in base a tutte queste valutazioni e al "Bambino gratis al lunedì", scegliamo questo come viaggio preferito, nonostante l'assenza del pranzo a bordo. 


All'andata navighiamo in mare aperto, mentre al ritorno percorriamo la Laguna, in mezzo ai casoni che già avevamo ammirato nel nostro precedente giro, ma che ci ha fatto piacere rivedere e fotografare di nuovo. Dopo un'ora abbondante di navigazione "Terra!", avvistiamo Grado:
Il capitano ci ha fornito una mappa della città, molto utile per spendere bene le due ore di "strolling around". Cominciamo dal Porto Vecchio, suggestivo ambiente di pescatori, con gabbiani e reti da pesca su imbarcazioni vissute.


Percorriamo la Riva dei Bersaglieri a fianco di un canale fino a Piazza Marinai d'Italia, molto suggestiva con il suo misto di terra e mare, Luogo ideale per una sosta Gelato, anche l'ora è quella giusta per una merenda sana, che reintegri zuccheri ed energie. 



La Gelateria Lattepiù ci lascia soddisfatti! Un gelato che ha il sapore del Fatto in casa, senza lasciar dubbi sulla qualità delle sue materie prime. Si trova in Piazza XXVI Maggio, che è di fronte a Piazza Marinai d'Italia, per la verità le due piazze si confondono.


https://grado.it/it/ 

Così rifocillati siamo pronti per affrontare la visita al Centro storico con la sua Basilica e i resti di epoche divese, dall'epoca romana ai Bizantini al Medioevo...



Il centro storico è un pittoresco labirinto di calli e campielli, con architetture tradizionali tratteggiate da muri di pietra, piccole finestre, strette scalinate esterne e caratteristici comignoli. Un tessuto urbano rimasto inalterato nel tempo, volto tipico di un borgo marinaro altoadriatico.
È un importante centro turistico e termale, noto anche come l'Isola del Sole e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia.


La Basilica patriarcale di Sant'Eufemia è il principale edificio religioso. Risale al VI sec. e sorge sulla piazza dell'antica città patriarcale, affiancata dal battistero e dal campanile a cuspide del XV sec. L'esterno, in stile paleocristiano, si presenta in mattoni e arenaria a vista.  La facciata, rivolta sulla Piazza del Patriarcato, è ripartita a salienti e lesene e aperta da tre ampi finestroni. A essa è addossato sul lato destro il campanile, a cuspide, d'aspetto veneziano.


L'interno, ampio e luminoso, è diviso in tre navate, delimitate da colonne in marmi diversi, in parte di epoca romana, così come i capitelli, sorreggenti gli archi.


Bellissimo il pulpito di gusto moresco.


Nel presbiterio si trova la pala d'oro, in argento sbalzato e cesellato, dono alla basilica di un nobile veneziano nel XIV sec.Il presbiterio è affrescato con Cristo nella mandorla, Sant'Eufemia e i simboli degli evangelisti. A lato destro, formelle lignee di un tedesco del 1500.




Un corridoio all'aperto ci accompagna tra incredibili resti di epoche diverse: Iscrizioni sepolcrali di epoca romana (I sec. a.C-III sec. d.C) e paleocristiana (IV-V sec. d. C.); Frammanri di sarcofagi; Frammenti di edifici di età romana; Frammenti di arredo liturgico anche di età medievale.






Sulla parte alta e lungo le pareti perimetrali, si aprono numerosi e ampi finestroni, che illuminano l'ambiente e il sovrastante tetto a capriate. 


I mosaici hanno come tema principale queste ghirlande che si intrecciano all'infinito. Disegni geometrici che fanno da cornice a iscrizioni latine. Non c'è vetro a proteggerli e non si paga il biglietto per visitare la Basilica.


Come ad Aquileia, anche qui è notevole la decorazione a mosaici del VI sec.


Connesso al complesso basilicale, alla sua sinistra, vi è il Battistero ottagonale, preceduto da un sagrato dove sono collocati antichi sarcofagi romani ritrovati in Grado.
Il battistero risale alla seconda metà del V sec. 
Il fonte battesimale è in marmo cipollino verde, una varietà di marmo usata dai Romani. Purtroppo il Battistero è chiuso causa restauro e non ci è stato possibile visitare l'interno.

Basilica di Santa Maria delle Grazie: Altra basilica paleocristiana.  La basilica ha curiosamente una base quadrata sia nella pianta che nell'alzato. L'interno è scandito da tre navate separate da due file di cinque colonne marmoree di provenienza diversa.

Dalle chiese alle case, abbiamo passeggiato senza meta per le vie del centro. Notate i camini, ognuno diverso dall’altro per identificare il ramo famigliare degli abitanti della casa. Bellissime le case in pietra, con i loro fiori che le impreziosiscono.





In Via Marina ci sono edifici con caratteristiche più "veneziane"e asburgiche. Una targa ricorda la storia della mia famiglia e non potevo non fotografarla.


Ad acquistare la mia calamita finiamo in questo posto meravihlioso "La Brocca rotta" Libri e cose, un bar dove tutto il resto è in vendita, un po' come un locale con tramezzini che avevamo trovato a Firenze. Divertente. Negozio, ma anche bar con tavolini all'aperto, nel bel contesto di un caratteristico campiello gradese. Nel negozio si trovano oggetti per la casa, libri e stampe d'antiquariato, gioielli dal fascino antico e tanti souvenir.

Campo Porta Nuova 19 34073 Grado (GO)




Siamo rientrati percorrendo parte del Lungomare e costeggiando la spiaggia super affollata. 
 

 

Risaliamo a bordo del battello Europa e salpiamo puntuali. Il rientro attraverso la Laguna ha un fascino particolare: gabbiani, cormorani, cigni, Cavalieri d'Italia, i casoni dei pescatori abitati e ben tenuti (ricordo che qui Pasolini girò parte di Medea), un luogo per pensare (Hemingway docet), lontani dalla tecnologia, lontani dalla confusione, proprio a due passi dalla Florida d'Italia che è Lignano, centro del divertimento e della vita notturna che piace ai giovani e non solo. 



Sono stata tutto il tempo a prua e ho cercato di non pensare a niente. Ad ascoltare le onde, guardare l'orizzonte, le sfumature di blu del cielo e del mare, i versi degli uccelli, il sole, il vento. Non sono lontano dalle terre dei miei nonni. Fiume, Abbazia. Erano persone di mare. Una parte di me forse è mare. E il benessere che oggi ho provato lo conferma. E la sensazione di sentirmi non lontano da casa, anche. 



Spero che anche i ragazzi abbiano imparato tante cose e abbiano beneficiato dell'aria del mare, del sole, del silenzio, della lontananza dai giochi elettronici, youtube e compagnia.


Immaginare di vivere in uno di quei casoni su una mini isoletta. Immaginare come sarebbe fare la spesa, andare a scuola in barca, rinunciare a tutte le "comodità" dell'aver tutto sempre a propria disposizione. Anche questo è stato un bell'esercizio di fantasia costruttiva.