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domenica 2 giugno 2019

LAGONI (PR): La Buca della Neve

Antonio davanti alla Buca della Neve
Trovare la neve il 2 giugno a due ore (una di auto e una a piedi) da casa. Fatto! Oggi abbiamo dedicato la domenica ad una gita in montagna, negli Appennini. E sarà la prima di molte, perchè finalmente anche Giacomo cammina come uno stambecco e siamo riusciti a fare un pèercorso di tre ore senza intoppi. Siamo partiti da Parma verso le 8.30. Sosta caffè e brioche nel posto delle brioche più buone del mondo: Il Bar Baffo di Pastorello, poco sopra Langhirano.

Antonio e Giacomo davanti al Baffo
 Il signor Antonio Boschi e famiglia, da anni sono il punto di riferimento non solo di Pastorello. Da assaggiare almeno una volta nella vita, oltre che le brioches, i suoi cannoncini: così Supino di Milano potrà smettere di tirarsela e non venderli se non a vassoi. Dal Baffo se ne può prendere anche solo uno, e vale la pena! 


Le giuste energie per affrontare la gita con lo zio sono in corpo. Proseguiamo fino a Lago Santo in macchina, circa un'oretta con 4 km di sterrato alla fine. Si parcheggia a Lagoni e da lì si possono scegliere diversi percorsi, ben segnalati. 


I Lagoni sono due Laghi e un Rifugio, che fanno parte del Parco dei 100 Laghi.  Si trovano a 1342 m di altitudine e sono popolati di pesci. La pesca è consentita ma non più di 3 esemplari a testa.



Da qui partono varie possibilità di sentieri. Noi scegliamo di seguire il 711/715 con l'obiettivo di arrivare alla neve. 


Il sentiero è agevole e si sale inizialmente in un fresco bosco di faggi. Il FAGGIO infatti occupa in modo imponente il territorio tra i 900 e i 1700 m di quota. Con boschi giovani e fitti o con faggete colonnari, cioè ad alto fusto.


Nelle faggete più mature il faggio assume un aspetto maestoso e camminare sulle foglie dei faggi rende il passo morbido, come su di un tappeto. 


L'abete bianco e quello rosso sono resti delle passate glaciazioni. Ormai non ve ne sono molti, ma non è raro incontrarne alcuni. Dal Rifugio Lagoni si vede il LAGO GEMIO INFERIORE, separato da una soglia rocciosa allungata dal LAGO GEMIO SUPERIORE, i versanti che circondano i due LAghi sono detti, appunto LAGONI.


Il sentiero 711 del CAI percorre il fianco sinistro della Valle e nella sua prima parte segue una MULATTIERA ben lastricata, un'opera quasi centenaria! 
Lasciati alle spalle i faggi, il paesaggio diventa a bassi arbusti o brughiera: mirtilli, ginepro o rosa alpina. 
www.parcoappennino.it
www.parchidelducato.it


Camminando tranquilli lungo il sentiero abbiamo raggiunto le Capanne di LAGO SCURO, una vecchia stalla e una abitazione per pastori. La zona intorno è pianeggiante. C'è una fontana  di acqua fresca dove abbiamo riempito le borracce. Si tratta di una torbiera di origine glaciale, un tempo zona occupata da acqua. 


Nell'erba sono frequenti piccoli fiori bianchi che credo siano Pulsatille alpine.



Da qui abbiamo proseguito fuori sentiero per accorciare il tragitto e raggiungere la Buca della Neve, nevai a quota 1800 a giugno!

Il fuori sentiero è stato piuttosto impegnativo, sia per la pendenza sia soprattutto per il terreno fatto di sassi ed erba secca e più in alto ginepri.


L'aria era decisamente più frizzantina che a valle e in una giornata torrida come oggi (la prima davvero calda dell'anno) abbiamo apprezzato il clima di montagna.


Finalmente la tanto sospirata Neve! Giacomo ci è finito dentro con l'intero polpaccio!


Quando c'è la neve è sempre festa! Soprattutto d'estate, quando è inaspettata.


Neve e panorama mozzafiato, tipicamente appenninico. Un fascino tutto particolare, una montagna diversa, più antica, anche nei modo di fruirla. Poca gente, silenzio. Solo un gruppo numeroso, per il resto perlopiù coppie di amici o marito e moglie. Una famiglia con bambini e cani. Rispetto alle folle che si incontrano sulle Dolomiti, un'esperienza di vera pace. Che allontana dallo stress della città, dai malumori, dai supermercati e perchè no? dalla scuola!



Pausa panino (panini del Baffo con il Prosciutto di Langhirano appena tagliato... non si può avere di meglio!) poco sotto il crinale raggiunto da eroe anche da Giacomo, che è il più pigro, ma solo "di testa" come spesso tutti i bambini. Da qui in poi, mai un lamento per tutta la discesa, passata a chiacchierare con il fratello.


Herba Caltha palustris nel torrente: uno spettacolo di fiori gialli nell'acqua come sospesi. Somiglia ai ranuncoli.





Comincia la discesa e sentiamo il benessere di una mattina passata in montagna. L'aria, la camminata, le diverse altitudini, il terreno vario calpestato, dal bosco di faggi alla strada di pietre, dalla terra all'erba, ai ginepri alle rocce, alla neve... tutto sotto i piedi a creare sensazioni.


E diversi paesaggi, diverse luci, diverse immagini che ci portiamo a casa.