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martedì 31 dicembre 2019

TORINO: uno sguardo al centro città


Dopo aver visitato i due Musei più famosi della città, il Museo Egizio e il Museo del Cinema, è ora di guardare Torino. Cominciamo da PIAZZA CASTELLO, la piazza ove confluiscono le arterie principali della città, compresa Via Po, dove abbiamo trovato felice alloggio in un appartamento dotato di tutti i confort accolti dalla gentilezza di Davide e Stefano, che ci hanno anche consigliato una serie di locali, pasticcerie e attrazioni per bambini nella loro città: per prenotare:
2. Tramite Booking:  La mole appartamento

A Piazza Castello, sorge il noto PALAZZO MADAMA, sede di mostre temporanee (in questi giorni Mantegna). La Facciata barocca in pietra bianca e lo scalone sono di FILIPPO JUVARRA, architetto e scenografo teatrale che molto ha fatto a Torino. Palazzo Madama, sito ufficiale. Madama perchè fu la casa della Madama Reale Cristina di Francia nel 1600, prima di Maria Giovanna Battista di Savoia di Nemours che vi si trasferì nel 1675. 


Di fronte a Palazzo Madama la curiosa CHIESA DI SAN LORENZO, che apparentemente sembra una casa, se non fosse per la splendida cupola opera anch'essa, come la più famosa adiacente al Duomo, di GUARINO GUARINI architetto modenese che ha lasciato il segno a Torino. Commissionatagli dai Savoia nel 1667. Al suo interno, spettacolari giochi di luce (vedi sotto) e una sala che ospita la copia della Sacra Sindone. Alcuni volontari offrono visite guidate. 


Non sarebbe Piazza Castello senza... un CASTELLO: il Castello Casaforte degli Acaja che insieme a Palazzo Madama crea un unico complesso misto negli stili e nei materiali. 


Tra Palazzo Madama e la Chiesa di San Lorenzo, sorge l'imponente PALAZZO REALE, la cui visita richiederebbe una giornata intera. Abbiamo pertanto scelto di entrare nei Musei (13 euro e gratis i bambini) per vedere la CUPOLA DEL GUARINO, restaurata di recente, sicuramente, insieme alla Mole, l'opera imperdibile per chi passa da Torino.Torino fu Capitale del Ducato Savoia nel 1561 e per questo fu affidata a Ascanio Vittozzi la costruzione di questa maestosa residenza, ampliata dallo stesso Juvarra nel 1700 e da altri. Dietro al Palazzo, i GIARDINI REALI, boschetti, statue e fontane in cui perdersi. Questo il soffitto dell'Ingresso del Palazzo:


Eccoci alla porta nera attraverso cui si accede alla Cupola: riaperta al pubblico solo nel 2018 è tappa fondamentale del turista che si rispetti. Entrando, l'effetto assoluta meraviglia è garantito: geometrie ed effetti di luce lasciano a bocca aperta. Capolavoro del BAROCCO ITALIANO:



La Cappella della Sindone venne chiusa al pubblico il 4 maggio 1990, quando crollò sul pavimento un frammento di marmo da un cornicione interno. A causa di un corto circuito durante il successivo cantiere di restauro conservativo, quasi ultimato, nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997 un incendio danneggiò pesantemente l'edificio. La stessa Sindone rischiò di essere distrutta, fu sottratta alle fiamme dai pompieri, i quali sfondarono la teca in vetro contenente la cassetta in legno e argento che custodiva il telo.



I colori scuri dei marmi evocano il sepolcro, per il tradizionale significato simbolico del colore nero con la morte. Il marmo si fa via via più chiaro con l'elevarsi della cupola e questo effetto di evoluzione dal nero mortuario alla luce della vita è sottolineato ed enfatizzato dalla luminosità naturale dovuta alle aperture ad arco. Il numero tre rimanda alla Trinità, ma anche ai tre giorni trascorsi da Gesù nel sepolcro e ricorre molte volte nella costruzione: tre gruppi di tre colonne nei vestiboli, tre vertici del triangolo nello schema planimetrico, tre grandi archi sottostanti la cupola, tre pennacchi.


La pianta circolare presenta cinque cappelle di cui quella centrale funge da abside e da vertice di un immaginario triangolo equilatero, con la base definita dai due vestiboli circolari paralleli.L'alzato della Cappella è scandito da pilastri, uniti a due a due da tre grandi archi, che definiscono i tre pennacchi sottostanti la cupola. La Cappella presenta un rivestimento marmoreo, nero nella parte più bassa e grigio in quella superiore. 
Al centro svetta l'altare barocco (opera di A. Bertola) che conservava, in una teca d'argento e vetro, la Sindone. Ora conservata nel Duomo (vedi sotto). 


Dai Giardini Reali si vedono sia la Cupola del Guarino sia, più lontana, la Mole Antonelliana.


ESTERNO DELLA CUPOLA: la cappella si presenta come un edificio a pianta quadrata che compenetra sia il Duomo che Palazzo Reale. Sopra la base si innalza un TAMBURO in mattoni a pianta poligonale con 6 grandi finestroni ad arco, incorniciati da lesene e protetti da un tetto che morbidamente si adagia sugli archi. Al di sopra vi è una copertura a cappella sorretta da costoloni su cui sono installate numerose urne in pietra.
Tra i costoloni sbucano morbidamente linee arcuate orientaleggianti che disegnano numerose aperture a semicerchio, fino a salire alla parte terminale della cupola, un piccolo tamburo circolare finestrato e prolungato con una struttura a cannocchiale (estranea al progetto originale, che prevedeva una cuspide a spirale). La cupola è progettata in maniera da risultare più alta, grazie ad un'illusione ottica.


INTERNO DI SAN LORENZO: 1687, fu finita. Il tutto fu concepito con il numero 4 (ovvero gli elementi) ma, soprattutto, con il numero 8, molto diffuso nei battisteri cristiani e indicante il giorno perfetto, il giorno infinito, il giorno della vittoria e del ritorno di Cristo. Numerose, inoltre, sono altre indicazioni simboliche e nascoste. Partendo dal basso, si percepisce uno spazio-chiesa centrale scuro, simbolo della vita mortale. Salendo, si incontrano quattro livelli di luce, indicanti gli elementi della natura. A livello delle quattro loggette a serliana, incontriamo la prima luce. Salendo con lo sguardo, al tamburo, notiamo che la cupola si fa sempre più lucente. Guardando la cupola poi, vediamo una struttura di archi incrociati che formano un fiore a otto petali. Sui quattro pennacchi sono raffigurati gli evangelisti, con l'inizio di ciascun Vangelo. Tutto l'edificio trova particolare sfogo in altezza, nei quattro grandi pennacchi, nella cupola e nella lanterna, che raggiunge un'altezza dal suolo di 50 metri.

La calotta della cupola, sostenuta dalle colonne delle serliane, viene illuminata da otto finestroni ellittici, ed attraversata da un sistema di nervature che formano una stella a otto punte (questo simbolo viene ripreso anche dall'architettura islamica), e al cui centro vi è un ottagono regolare. I finestroni, visti dal basso, compongono quella che oggi viene ironicamente soprannominata la "faccia del diavolo". Ancor oggi non si entra in chiesa nel giorno in cui, per giochi di luce, si vede proprio il volto del diavolo! 


La CUPOLA è fonte di meraviglia come dice Guarini di “atterrimento dell'animo umano”. Osservandola dal basso si crea un’illusione di distanza non comprensibile, di progressione senza fine in uno spazio inondato di luce. Tutto sembra vero e tutto sembra illusorio, Guarini ha saputo concentrare l’attenzione sulla complessa, misteriosa struttura della cupola che pare reggersi “in equilibrio che – secondo G.C. Argan – rappresenta l’istante in cui il calcolo matematico coincide con il percorso della fantasia che tende a Dio”.


Grazie alla guida abbiamo potuto ammirare uno dei trucchi architettati dal Guarino per sfruttare la luce: in certi momenti della giornata, il sole svela magicamente affreschi nascosti in una serie di BUCHI nelle varie cappelle: l'effetto è davvero magico e suggestivo. Sito della Chiesa





LA COPIA DELLA SINDONE All'interno della chiesa, in una sala adiacente alla sacestia, viene esposta una copia a grandezza naturale della Sindone.

I volontari svolgono gratuitamente il servizio di spiegazione:
lunedì - venerdì: dalle 9.00 alle 12.00; dalle 15.30 alle 18.00
sabato: dalle 9 alle 18;
domenica: dalle 13 alle 18.00.



VEDI
VEDI 2

CAPPELLA DELL'ADDOLORATA: Entrando in chiesa da piazza Castello, la cappella è situata longitudinalmente. Essa risale al XII secolo (1177 circa) ed è stata dedicata alla Madonna della Neve, in seguito a Santa Maria “ad praesepem” e, dopo la battaglia di San Quintino nelle Fiandre, a San Lorenzo in attesa dell'edificazione della attuale chiesa. 


LUNGO IL PO: una città con il Fiume che la attraversa ha sicuramente qualcosa in più. E Torino non ha un fiume qualsiasi, ma ha il PO, il più lungo d'Italia. Camminare lungo il Fiume dona tranquillità e pace. Nulla di meglio insieme alle nostre amiche torinesi, Angela ed Emma, la nostra giovane pianista preferita. 


Con loro siamo andati a pranzo in uno dei locali più "cool" di Torino: POORMANGER, che offre una patata al forno farcita con delizie torinesi. Poormanger


Sempre grazie a loro abbiamo scoperto questa chicca: LA FETTA DI POLENTA! Una casa gialla davvero bizzarra: CASA SCACCABAROZZI, nel quartiere Vanchiglia. Progettata da Alessandro Antonelli (lo stesso della Mole), chiamata così in onore della moglie Francesca, originaria di Cremona. 



Un curioso MURALES:


Non ci siamo fatti mancare nulla, nemmeno una colazione da 27,50 euro al Caffè FIORIO, dove si ritrovavavno gli intellettuali del Risorgimento. Da provare il mega Gianduiotto: ma dividetelo in tre! Da soli è impegnativo! 




PALAZZO CARIGNANO: capolavoro del Barocco Piemontese, opera di GUARINO GUARINI. Abbiamo visitato il suo interno (5 euro, gratis i bambini, obbligatorio con VISITA GUIDATA) e abbiamo scoperto molte cose interessanti grazie alla nostra guida (circa 45 min.). 


Caratteristico del barocco piemontese il MATTONE. Guarino disegna forme concave e convesse, giochi di luce con le cupole e la stella a otto punte. La pianta della torre centrale è ellittica. 


Curiosi i capitelli con piume di Indiani d'America, in ricordo delle spedizioni in Canada dell'esercito!


Bellissimo lo scalone che conduce agli appartamenti reali, con giochi di luce e sinuosità affascinanti.


Interni ricchissimi di oro e decorazioni. Pavimenti originali!!





Lo studiolo di Cavour, che si divideva tra questo studio e il Bicerin, dove aspettava damigelle con cui intrattenersi. 


Scendiamo nelle cucine, dove si ammira la concezione architettonica del Guarino con ellissi e petali rovesciati. 



IL DUOMO: il Duomo non è di certo il luogo clou di Torino se non fosse per la SINDONE che vi è racchiusa, ma che non si può vedere in quanto è chiusa in una teca perché non può prendere luce. 


PORTA PALATINA E RESTI ROMANI, a fianco del Duomo questo emozionante luogo antico: IL QUADRILATERO ROMANO. 



GALLERIA UMBERTO I : antico esempio delle moderne gallerie dello shopping.


CASA DEL PINGONE: una delle più antiche della città. 


CASA OVE SOGGIORNO' MOZART QUINDICENNE CON IL PADRE:


IL BICERIN: impossibile assaggiarlo per la coda chilometrica... andateci all'alba!


PORTA PALAZZO: mercati e zona multietnica di Torino:


Antonio ed Emma, pianisti a Torino:


Le tipiche fontane di Torino, TORET:


IL CONSERVATORIO GIUSEPPE VERDI: