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venerdì 6 marzo 2020

CARPI: LA SAGRA e una della piazze più vaste d'Italia


Carpi è in provincia di Modena. Non è una delle mete più battute dal Turista di professione e per questo ci piace. Scoprire i segreti più nascosti del nostro paese è la parte più bella del nostro diario di viaggio. Originario del Medioevo, dominio estense nel Cinquecento, famoso per l'industria della maglieria. DI CARPI E' IL NOTO MARCHIO LIU JO dei fratelli Marco e Vannis Marchi Il nome Liu Jo deriva dai soprannomi che usavano Marco Marchi (Jo) e una sua compagna di gioventù (Liu).
Oggi il marchio è presente in 48 paesi e 3 diversi continenti. Anche BLUMARINE è di Carpi!! fondato dai coniugi Anna Molinari e Gianpaolo Tarabininel 1977.


LA SAGRA
La chiesa di Santa Maria in Castello, nota anche come La Sagra, è la CHIESA più antica della città di CARPI, essendo stata eretta nel 752.
La facciata RINASCIMENTALE venne progettata da Baldassarre Peruzzi e realizzata nel 1515. rappresenta una innovativa sperimentazione in cui Peruzzi, forse utilizzando uno schema bramantesco poi divulgato da Palladio, sovrappone sullo stesso piano due ordini architravati di diversa altezza.  Il portale centrale, spostato in occasione dei lavori rinascimentali da uno degli antichi accessi laterali, reca una LUNETTA, scolpita a BASSORILIEVO ma piuttosto aggettante, raffigurante una CROCIFISSIONE probabilmente di scuola ANTELAMICA, con caratteristiche di potente verismo. Nel rilievo, ai fianchi di Gesù in croce si trovano i due centurioni: quello con la lancia (LONGINO) e quello con spugna e bottiglia di aceto. La Madonna si trova alla sinistra di Cristo e san Giovanni a destra. Chiudono la composizione due piccole figure, agli estremi della lunetta, forse rappresentanti del popolo.
Si affaccia su piazzale Re ASTOLFO. Si tratta di una PIEVE ROMANICA consacrata nel 1184, costruita su di una precedente fondazione LONGOBARDA.
Notevole l'imponente torre campanaria, alta 49.50 metri.
I fianchi della chiesa sono decorati all'esterno da un motivo ad arcate posate su semicolonne, influenzato dal DUOMO DI MODENA, con CAPITELLI piuttosto consunti, che raffigurano aquile ed animali fantastici. 





L'interno ospita un ciclo diAFFRESCHI ROMANICI, piuttosto rari in EMILIA, avvicinabili a quelli della pieve dei Santi Faustino e Giovita di Rubiera. Risalgono al XII SEC. e furono rinvenuti dopo l'abbattimento della volta a botte peruzziana. I dipinti, frammentari, descrivono scene della vita di Cristo ed altri episodi del NUOVO TESTAMENTO, tra cui l'Incredulità di San Tommaso, l'Ascensione di Gesù, la Strage degli innocenti, la Fuga in Egitto, la Cena di Emmaus e altri.


Affreschi del primo QUATTROCENTO EMILIANO sono conservati in due CAPPELLE:
  • la cappella di San Martino, costruita nel XV SEC al posto dell'absidiola di sinistra, conserva affreschi che rappresentano sulla volta a crociera i quattro Evangelisti, in medaglioni circolari, e sulle pareti i quattro Dottori della Chiesa latina, oltre ad una Annunciazione e ad una Adorazione dei Magi.
  • la cappella di Santa Caterina, che si apre lungo la navata sinistra, venne costruita al termine del XIV SEC e quasi interamente ricoperta da affreschi: sulla volta, costolonata, si vedono in quattro medaglioni tre Arcangeli e un Cristo benedicente. L'autore degli affreschi è un anonimo maestro del 1400, convenzionalmente chiamato MAESTRO DELLA SAGRA DI CARPI.


Durante la II Guerra Mondiale, Fossoli (7km a Nord di Carpi) fu un campo di concentramento.



PIAZZALE RE ASTOLFO
Nucleo formativo della cittadella medievale. Vi si affacciano il fronte più antico degli edifici che compongono il Palazzo del Pio, il Castelvecchio del XV secolo e la Pieve di Santa Maria in Castello detta la SAGRA risalente all'VIII secolo. Il Campanile è del 1200. La fondazione è di epoca longobarda; fu arricchita da principi locali con affreschi e marmi; la facciata fu realizzata in epoca rinascimentale da Baldassarre Peruzzi ma nella stessa furono inseriti anche elementi di un'altra chiesa fra i quali alcuni lavori della scuola dell'Antelami; è attigua alla pieve un alto campanile. Una leggenda narra che Astolfo, re dei Longobardi, fosse solito andare a caccia con il suo fedele falcone tra foreste intricate e umide paludi. Un giorno lanciò il suo falco all'inseguimento di una preda, ma dopo poco l'animale scomparve nel fitto bosco. Lo cercò disperatamente in ogni luogo, ma senza successo. Decise, allora, di fare un voto: se lo avesse ritrovato avrebbe fondato una città e una chiesa dedicata alla Madonna. Finalmente dopo numerose ricerche lo vide appollaiato sul ramo di un enorme albero di carpino. Fu allora che il re decise che avrebbe chiamato la città Carpi, dal nome dell'albero e lì avrebbe costruito la pieve di Santa Maria in Arce, conosciuta come La Sagra.





BASILICA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA:
La costruzione della chiesa iniziò nel 1514, su impulso del Principe ALBERTO III DEL PIO, e fu ultimata sul finire nel XVIII SEC: l'edificio fu consacrato nel 1791.
La facciata fu completata nella seconda metà del XVII SEC con linee barocche, mentre l'alta cupola, costruita nel 1768, fu abbassata nel 1771 per ragioni statiche.
L'interno a tre navate rispetta la progettazione rinascimentale dovuta a Baldassare Peruzzi e derivata dalla basilica di san Pietro in Vaticano. Pregevoli le opere d'arte e di arredo che arricchiscono le cappelle e gli altari con dipinti seicenteschi. Nella navata destra, all'altezza della cappella del transetto (san Valeriano) si notano le lapidi marmoree delle tombe dei vescovi.
Ogni anno a partire dal 1515, il 15 agosto, si tiene una partecipata funzione e una processione solenne in onore di Maria Vergine Assunta in Cielo, patrona della Cattedrale e della chiesa carpigiana, officiata dal Vescovo e con grande concorso di popolo. La devozione popolare è particolarmente viva, oltre che per l’immagine dell’Assunta, anche per la "Madonna della Porta" (Ianua Coeli), opera strappata a Porta Mantova prima dell'abbattimento di inizio novecento e per l'Addolorata, oltre che al busto reliquiario di san Valeriano, alle reliquie di san Bernardino e alla statua della Madonna del Carmelo.

L'edificio è stato danneggiato dai terremoti del 2012, ed è stato riaperto al culto sabato 25 marzo 2017.  Al termine della celebrazione la statua della Madonna Assunta è stata incoronata ed è stata scoperta una lapide in memoria dell'evento.



PIAZZA DEI MARTIRI una delle più vaste della Regione. Rettangolare. Portico Lungo con 52 arcate. CAttedrale di Santa Maria Assunta. Teatro Comunale neoclassico.




PALAZZO DEI PIO Residenza signorile dei Pio detta anche il CASTELLO. Un'antica leggenda racconta che la Torre medievale detta dell'Uccellino nel castello di Carpi sia stata abitata nei secoli passati da una bellissima dama, moglie di uno dei signori Pio che governava la città. Un giorno il marito, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, in uno scatto d'ira, uccise la giovane donna trascinandola per i capelli e spingendola giù dalla finestra più alta della torre. Dicono che il fantasma della dama bianca, in cerca di vendetta, si aggiri ancora oggi, dopo tanti secoli, nei luoghi della sua esistenza terrena, mostrandosi di tanto in tanto di notte ai discendenti della famiglia Pio per presagire disgrazie e sventure.



Carpi dà il nome anche ad un rifugio delle Dolomiti situato nel gruppo dei Cadini di Misurina, nel Comune di Auronzo di Cadore. Il RIFUGIO CITTA' DI CARPI fortemente voluto dalla Sezione cittadina del CAI, è stato inaugurato nel 1970.

IL TEATRO COMUNALE
Costruito in STILE NEOCLASSICO da CLAUDIO ROSSI tra il 1857 e il 1860, il teatro ha un prospetto colonnato con un frontone ed è fiancheggiato da due cancellate con erme in marmo di personaggi di Carpi. All'interno stucchi e allegorie dipinte di GIUSEPPE UGOLINI, autore anche del sipario con Orfeo che incanta la natura.




Grazie al brillante lavoro del suo sovrintendente, Carlo Guaitoli, Carpi ha avuto il privilegio di ospitare una delle 4 date della tournèe italiana del grande pianista Mikhail Pletnev: un concerto memorabile quando ancora il Coronavirus non aveva stoppato gli eventi teatrali nel paese.



La maschera di Carnevale carpigiana si chiama MOSTARDINO che trae il suo nome dalla tipica produzione della MOSTARDA FINA Da questa maschera prende anche il nome la testata online http://www.ilmostardino.it/, che ha sede nella città di Carpi.

giovedì 8 ottobre 2015

MODENA: Teatro e giro in città

Antonio e Giacomo nel palco del Teatro Comunale di Modena
Viaggio vero oggi! PVM in treno da Parma a Modena per raggiungere, in giornata, il Teatro Comunale di Modena (Sito: http://www.teatrocomunalemodena.it/) e assistere alla Generale del Nabucco di Giuseppe Verdi, gentilmente invitati dall'Orchestra dell'Opere Italiana, (Sito: http://www.orchestraoperaitaliana.it/) che sta portando Verdi in tournée per tutto il mondo con grande successo. Sono molto emozionata anche io perchè non sono mai stata al Teatro di Modena. È sempre bello entrare in un nuovo tempio della musica. "Il Teatro Comunale fu inaugurato nel 1841 con la denominazione Teatro dell’Illustrissima Comunità. Nel 2007 è stato intitolato al tenore modenese Luciano Pavarotti, a un mese dalla sua scomparsa. Nel corso della sua storia ha conservato intatta la sua bellezza e non ha subito alcuna trasformazione strutturale significativa" (dal Sito). La prova è alle 15.00; la scuola dei ragazzi finisce alle 13.00... ce la faremo? Al volo abbiamo preso il treno da Parma a Modena...

Antonio e Giacomo in treno
... giusto il tempo per mangiare un panino e ripassare la storia del Nabucco utilizzando il libro che vi ho presentato ieri. Giacomo è preparatissimo! Sono certa che lui resisterebbe per tutta la durata dell'opera, ma il mio obiettivo è rimanere in teatro per i primi due atti... certo, ci perderemo il Va' pensiero, ma non si può pretendere troppo e poi, già che ci siamo, possiamo fare anche un giro per la città e vedere il Duomo. 


Antonio e Giacomo davanti alla locandina
L'ingresso del Teatro non è come quello del Regio o quello della Scala: è molto addossato alla strada ed è impossibile guardare la facciata nel suo insieme da lontano.


Antonio e Giacomo all'ingresso

Il Teatro fotografato dall'altro lato della strada
Antonio e Giacomo (ma anche io!) sono emozionatissimi di entrare in un nuovo teatro. Sono già stati al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Parma e alla Staatsoper di Vienna... questo è il loro IV Teatro d'Opera e stanno stilando una loro personale classifica. Giacomo è più esterofilo, mentre Antonio è più vicino al mio sentire e il Teatro modenese sarà nel suo podio (e anche nel mio).
Verso il III ordine di palchi
Già l'ingresso è molto particolare: un atrio a pianta ovale con soffitto decorato e bassorilievi (Luigi Righi) sopra le porte di accesso alle scale verso i palchi. E anche i corridoi con le porticine dei palchi sono molto diversi dai teatri fin qui visitati.


Giacomo e Antonio cercano il palco n°5
Siamo sopra all'orchestra! La nostra posizione preferita. E siamo in un palco tutto per noi. Vedere la gioia e l'emozione dei bambini nell'osservare i particolari del teatro a confronto con gli altri è stato impagabile. Antonio ha notato l'Aquila ducale sopra al palco reale. Giacomo ha osservto che il pavimento della buca dell'orchestra è di due colori...


Il soffitto del teatro

Antonio e Giacomo osservano il teatro

Aspettando l'inizio...
L'ingresso del Direttore d'orchestra Aldo Sisillo interrompe le sonore voci dei ragazzi delle scuole, ospiti delle prove.  

Nabucco, Ouverture, dir. Riccardo Muti

Giacomo non vede l'ora che si apra il sipario: accontentato! La scena si apre sulla regia e le scene di Stefano Monti (costumi di Massimo Carlotto): "L'impianto scenico è volutamente scabro, essenziale, per non sovraccaricarlo con elementi non necessari, che potrebbero allontanarlo dal rigore con cui Verdi affronta temi come la patria e la religione..." (dalle Note di Regia), "Si compone di quattro monoliti con funzioni evocative, quali la conservazione e la trasmissione del sapere o l'inimmaginabile o il rivelare la presenza di Dio. Come materia simbolica ho optato per la sabbia-polvere quale elemento che tutto ricopre e custodisce... assistere a una rappresentazione di NAbucco non è solo un'esperienza teatrale, culturale, ma di vita."

Prima scena: il Coro degli Ebrei


Cosa fanno? Chiede Giacomo. Pregano. Chi arriva per primo? Arriverà Zaccaria... eccolo! Lo vedi? Ha un bastone molto bello, sembra un serpente. (Zaccaria, Aria e Cabaletta "Sperate o figli...D'Egitto là sui lidi... Come notte..." Michele Pertusi). Ma Zaccaria è dei rossi o dei blu? ... il metodo squadra ha funzionato. La trama è stata assimilata perfettamente! Certo, il regista non ci aiuta, perchè Abigaille, che doveva essere dei blu, ha un vestito rosso fiammante e Nabucco ci spiazza con il suo vestito verde... però con qualche spiegazione in corsa, Giacomo segue. Antonio è perso nella musica. Fissa l'orchestra più che la scena e si abbandona a sue personali riflessioni. Sentenzierà che il migliore è stato il tenore Leonardo Gramegna, secondo posto per il basso-Zaccaria Mattia Denti e terzo il Nabucco di Carlos Almaguer. In difficoltà secondo lui ("aveva un vibrato fastidioso) Maria Billeri come Abigaille, ma questa è una parte che mette a durissima prova il soprano con salti d'ottava impressionanti e Arie lunghe ed impegnative. La Billeri ha la voce giusta per questo ruolo e anche la presenza scenica adatta. Si sa che Antonio mette tutti in classifica e guai interromperlo! (fa classifiche quasi di ogni cosa, è la sua debolezza...)


Guerrieri armati di lance rosse, Fenena, Abigaille e Ismaele
L'ingresso di Nabucco viene ritmato sul velluto del nostro palco dalla manina di Giacomo: la marcia dell'ingresso in scena di Nabucco entra in testa ai bambini proprio come a noi adulti... e assai più velocemente delle canzoncine fatte apposta per loro! (Finale Prima Parte, Nabucco: Placido Domingo).


Nabucco

Suggestiva scena con lance intrecciate che scendono dall'alto
Al primo intervallo è d'obbligo la visita al Ridotto (o foyer). E che meraviglia! Anche per questo il Teatro di Modena è tra i nostri preferiti. Anche quello di Parma, dove abbiamo assistito allo spettacolo Milo e Maya, ci è piaciuto tanto. Antonio farà la sua classifica dei Ridotti, ovviamente!

Giacomo e Antonio nel Ridotto del teatro

Soffitto del Ridotto
Nella II parte aspettiamo la scena clou del fulmine. Giacomo è venuto a Modena per questo: vedere Nabucco fulminato e che poi che diventa pazzo. "Ma ci sarà un vero fulmine?" chiede con insistenza. Ma prima c'è la famosa Aria di Abigaille che scopre di essere una schiava adottata da Nabucco. Lo scopre leggendo uno "fatal scritto" e giura vendetta, vuole impossessarsi della corona del padre. Aria di Abigaille, II parte

Una pietra trascinata da rosse funi avanza in scena. "E questo cos'è?" dico io sottovoce. Giacomo ci pensa un po' e poi mi risponde: "Mamma, ho capito che cos'è! È un enorme sasso" poi, dopo che gli ho ricordato che sta per arrivare il fulmine dal cielo, si è corretto: "Allora non è un sasso, è un meteorite!"... la logica dei bambini...

E poi la mia Aria preferita di tutta l'opera: Zaccaria con le tavole della legge che aiuta Fenena nella conversione. Aria accompagnata dal violoncello solo: Aria di Zaccaria, Vieni o Levita... Tu sul labbro... (Pertusi); ascolta: Samuel Ramey.  Assoluta meraviglia! 

Ascolta l'assolo di Violoncello di Massimo Tannoia
 


Abigaille prende il potere
Abigaille fa a tempo a sentirsi regina per poco... la notizia della morte di Nabucco era falsa e Nabucco stesso le sottrae nuovamente la corona...

Ed ecco la tanto attesa scena del fulmine: un vero fulmine fa saltare Giacomo sulle mie ginocchia! La magia del teatro! E la sublimazione delle proprie paure. Il teatro ha ancora questo enorme potere sui bambini, che faticano a distinguere realtà/finzione. Per Giacomo quello che abbiamo incontrato andando a recuperare i biglietti all'ingresso artisti è "il vero Zaccaria". E questo è un vero fulmine... e Nabucco è matto per davvero... la confusione tra reale e immaginario genera eccitazione e coinvolgimento. Nabucco "Chi mi toglie il regio scettro..." Bruson

Abigaille è regina....


Abigaille Regina
Bene. Il nostro Nabucco ahimè finisce qui. Forse ce l'avremmo fatta a concludere l'opera, ma è una precauzione che cerco di mantenere quella di non esagerare e ottenere l'effetto opposto, di allontanamento causa eccessivo impegno. Si sa che i bambini hanno una soglia d'attenzione che raramente supera l'ora. A Vienna Rigoletto era stato retto brillantemente, ma Rigoletto non è Nabucco e sicuramente è un'opera più movimentata sotto tutti i punti di vista e poi era il nostro unico impegno. Qui siamo in una giornata infrasettimanale, con il treno... dopo la scuola. Insomma, ho preferito portarli a fare un giro per la città e unire alla musica la visita d'arte al Duomo di Modena e una bella camminata per le vie del centro fino poi alla stazione. Prima, uno sguardo al teatro dalla platea...


La platea del Teatro di Modena
... e una sosta ai servizi, che elegantemente si chiamano "Ritirata...":




Ci siamo incamminati per le vie della città in cerca del Duomo... 





E non è stato poi così difficile trovarlo! Davvero una piazza meravigliosa. Sono felice di aver ricevuto questo invito dall'Orchestra dell'Opera Italiana. Uno spettacolo emozionante e una città di quelle che piacciono a me: a misura d'uomo, in cui ancora si sente il sapore della vera tradizione e in cui la globalizzazione che sta rendendo uguale tutto il mondo non può far nulla per omologare e appiattire tali bellezze. 




Il bellissimo Duomo di Modena






Curiosa insegna del prodotto più "Of Modena" di tutti