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lunedì 24 dicembre 2018

MUDEC (MI): BANKSY, A Visual Protest

Pronti per Banksy con Audioguida
Il quadro che si è autodistrutto all'asta mi è rimasto impresso e non potevo non portare Antonio e Giacomo alla mostra A VISUAL PROTEST, al Mudec di Milano, via Tortona 56, on fino al 14/04/2019. Con noi due grandi amiche ritrovate: Giovanna e Teresa. Un viaggio in compagnia, ancora meglio di quelli in solitaria, se la compagnia è buona. 


Cerchiamo di entrare nell'inafferrabile mondo di Banksy (1974?), che non si sa neppure chi sia, se sia una sola persona o molte, quanti anni abbia e dove viva... insomma, è un fenomeno più che un artista. Sicuramente inglese. Questo sì. E sicuramente esponente della Street Art. La street art di Banksy è di natura satirica e sovversiva. Le sue opere combinano un umorismo oscuro con graffiti eseguiti con la tecnica dello stencil.


Le sue opere hanno carattere satirico, etico, politico di aspra denuncia del mondo contemporaneo: contro la guerra, l'abuso di potere, il consumismo, la mercificazione dell'arte, per la giustizia, la libertà, la pace. I suoi murales di critica politica e sociale sono apparsi su strade, mura e ponti di città in tutto il mondo. Il lavoro di Banksy è nato nella scena underground di Bristol, che ha visto collaborare artisti e musicisti. Banksy afferma di essersi ispirato a 3D un artista di graffiti che in seguito divenne membro fondatore del gruppo musicale inglese MASSIVE ATTACK: Ascolta


Partito come street writer, autore di graffiti, è passato alla tecnica dello stencil, più immediata, che gli consente di far comparire le sue opere velocemente, di nascosto, nei luoghi simbolo che vuole colpire. Banksy mostra la propria arte su superfici pubblicamente visibili. Non vende fotografie o riproduzioni dei suoi graffiti di strada, ma è noto che i banditori d'aste cercano di vendere la sua arte di strada sul posto e lasciano il problema della sua rimozione nelle mani dell'offerente vincitore.

È entrato anche in luoghi istituzionali com musei, gallerie d'arte, zoo... L'arte di Banksy, infatti, trova espressione nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, realizzando pezzi che documentano la povertà della condizione umana. Le sue opere con un taglio ironico e satirico trattano tematiche quali le assurdità della società occidentale, la manipolazione mediatica, l'omologazione, le atrocità della guerra, l'inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. Per veicolare questo messaggio viene fatto ricorso a un'ampia gamma di soggetti, quali scimmie, topi (celebri ormai i suoi rats), poliziotti, ma anche bambini, gatti e membri della famiglia reale.


Le sue opere in 24 ore diventano subito dei "casi" e sono scollate, fotografate, riprodotte... vendute. Lui stesso che critica il mondo della mercificazione dell'arte ne è poi la prima vittima... inconsapevole? O è tutto calcolato? 


Il dubbio ci tormenta.
 «L'arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell'Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d'arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari» (Banksy)

Anziani che giocano a bocce... con bombe innescate.


Elicotteri da guerra con fiocchi rosa...


Armi pesanti...


La foto simbolo della guerra del Vietnam dissacrata.
L'adozione della tecnica dello stencil si rese necessaria per Banksy per via della sua lentezza nella realizzazione dei murales, attività che richiede grande rapidità per scongiurare l'intervento della polizia; fu proprio nello stencil che Banksy individuò la soluzione a queste problematiche. Questa tecnica, infatti, si avvale di una «maschera in negativo dell'immagine che si vuole creare [ricavata] su un supporto rigido» (Treccani); il writer poi non deve fare altro che poggiare la sagoma sulla superficie muraria che si è scelto di dipingere e spruzzare il colore negli spazi vuoti. In questo modo si concilia la rapidità di esecuzione stradale (Banksy, per dipingere un'opera, impiega solo quindici minuti, trascorrendo la maggior parte del tempo in studio a ritagliare la mascherina normografica) con una grande meticolosità e con l'eventualità di serializzare l'opera, che può essere riprodotta in modo identico tante volte quante si vuole.


 Un'enorme donuts su camion delle forze dell'ordine.


Cit. ANDY WARHOL


Critica al consumismo, al possesso di oggetti inutili cui siamo spinti. Il supermercato contro la caccia dell'uomo primitivo...

In segno di protesta, quindi, Banksy spesso si reca nelle gallerie d'arte più blasonate e ivi appende clandestinamente opere realizzate in perfetto «stile» ma con particolari assolutamente anacronistici.


La dissacrazione dell'arte in.questa riproduzione di una natura morta del 1600 in cui Banksy ha inserito degli insetti (vivi?) Sotto al vetro. O della religione e dei valori della nostra società occidentale come la maternità, con questo pesantissimo disegno di due madonne che allattano con biberon al veleno e sotto due aerei da guerra. Al limite, davvero, questa un po' troppo anche per stomaci forti. 

 

Il mondo dei bambini per portare messaggi forti, contraddizioni. Ci si lamenta che i bambini non giocano più in cortile, ma poi gli vieti il gioco della palla, e allora qui giocano a palla con il cartello del divieto di giocare a palla. 


Cit. PULP FICTION


COPERTINE DI DISCHI, tra cui album dei Blur, che sono un gruppo Brit Pop che ho ascoltato parecchio: https://youtu.be/UkLWf-fbsLo


 CIT. KEITH HARRING


Alla base l'idea della strada come luogo dive esprimere, luogo per l'arte per tutti, come sosteneva Majakowsky.


http://www.banksy.co.uk/



Particolarmente sconvolgente la creazione di un intero parco dei "divertimenti" macabro e dissacrante dei vari Disneyland & co. DISMALAND... AGGHIACCIANTE. 








E concludo con la carrozza di Cenerentola ribaltata, che è un po' quello che sta succedendo a me. Ma mi auguro che da tutto questo pessimismo ci si possa risvegliare, grazie ai bambini e a tutti quegli antichi valori che ci siamo persi per strada.


domenica 23 dicembre 2018

MUDEC (MI): STEVE MCCURRY, fotografie


Siamo stati in pausa per un po' di tempo, travolti da piccoli e grandi problemi che ci hanno allontanato dal bello. È ora di tornare, per scrivere altre pagine del nostro diario di viaggio, nella musica e nell'arte, senza filo conduttore se non quello della mera curiosità che poi è il sale della vita. 

 
L'amore per gli animali di Giacomo, che da grande sogna di fare lo zoologo, ci ha portato al Mudec di Milano per la mostra ANIMALS, che raccoglie gli scatti dedicati agli animali del fotografo americano Steve McCurry. 

Il progetto Animals ha avuto inizio nel 1992 quando Steve McCurry decide di testimoniare l'impatto negativo sull'ambiente della guerra del Golfo. In quell'occasione nascono alcune delle sue immagini più iconiche e forti, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme egli uccelli cosparsi di petrolio. 

Questa mostra è un viaggio globale ala scoperta della contiguità tra noi e gli animali, mettendo in luce legami emotivi, coinvolgimento dell'uomo nell'ambiente naturale in modo sia positivo sia negativo.


Non siamo soli in questo mondo, animali e uomini condividono il mondo ma solo i secondi possono distruggerlo o salvarlo... 


DOVE:  MUDEC PHOTO
via Tortona 56, Milano
INFO E BIGLIETTI: www.mudec.it
Biglietti da 4 a 10 euro.
Gratis bambini 3/5 anni.



Abbiamo guardato tutte le foto e poi ognuno di noi ha scelto le sue preferite. Giacomo ha scelto quelle più figurative di animali, Antonio più affettive, io quelle più di impatto emotivo. 


Un cavallo solitario nella terra devastata dalla guerra...


Uomini che ancora vivono in modo per noi "primitivo" ma che hanno un rapporto speciale con la natura...


Amicizia che nasconde però la pratica delle lotte tra cani con scommesse...


La tragedia del petrolio...

 Legame...

Libertà?... questa foto è molto suggestiva.


Amicizia.... e apparente legame, quando invece l'elefante si sta grattando, ma la magia della fotografia crea la storia di un'amicizia particolare. Una delle foto più belle:



Una foto che ha colpito tutti, dalla Mongolia. Trasmette forza, libertà, spiritualità.


La famosa foto dei cammelli nel fuoco della guerra...


Un intenso ritratto con animale, non proprio "da compagnia"


In India, gatti e gattini...


Anche ad Antonio è piaciuta la foto della Mingolia.



Emozioni, immagini, pensieri, riflessione... una mostra vale sempre la pena, questa sicuramente è consigliata. Fino al 31/03/2019! Trovate tempo per andarci.

venerdì 4 maggio 2018

MUDEC (MI): Frida Kalo

Antonio all'ingresso della mostra
Non potevamo mancare la mostra del momento. Frida Kahlo al Mudec (=Museo delle Culture) http://www.mudec.it/ita/ di Milano. Purtroppo tutti questi eventi sono super affollati e vedere una mostra in mezzo alla folla non è certo l'esperienza che ci si augurerebbe. La possibilità di una contemplazione riflessiva viene meno. Tuttavia, è un'esperienza che va fatta. Di certo non una mostra adatta a chi è facilmente impressionabile... certi quadri, direi la maggior parte di essi, sono un vero pugno nello stomaco! Antonio è rimasto colpito dalla fissità dello sguardo di frida, che si ritrae priva di emozioni, "ma fa capire tutto con il resto del quadro". Acuta osservazione. Le mostre fanno lavorare il cervello. Le audioguide per bambini rendono l'esperienza più fruibile. Non è economico, una famiglia di 4 elementi entra con 42 euro, con le audioguide il prezzo sale a 57 euro. E' assolutamente raccomandato acquistare on line i biglietti per evitare ORE di coda! Noi lo avevamo fatto e ci è andata bene! 


Antonio sale la scala del Mudec
Nata nel 1907, Frida Kahlo fu vittima di un terribile incidente nel 1925, a 18 anni. Un incidente che l’avrebbe costretta a vivere il resto della sua vita tra atroci sofferenze, spesso confinata a letto, ma non le avrebbe impedito di amare ed essere amata. E anche di soffrire per questo.
Il suo legame più forte fu quello con Diego Rivera, di ventuno anni più vecchio di lei. I due si conobbero attorno al 1927, quando lei sottopose a lui – già affermato muralista – alcuni suoi quadri. I due si innamorarono e si sposarono nel 1929.

AUTORITRATTO CON SCIMMIETTA
I genitori incoraggiano sin da subito questa passione per l’arte, tanto da istallare uno specchio sul soffitto della camera di Frida, così che possa ritrarsi nei lunghi pomeriggi solitari. È questo il motivo dei numerosi autoritratti dell’artista. Lei stessa dirà: “Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio”.


IO E LA MIA BAMBOLA - 1937
 Questo quadro fa riferimento alla tragica esperienza degli aborti: Frida non riuscì ad avere figli a causa del suo fisico martoriato dall'incidente.
AUTORITRATTO CON COLLANA DI SPINE E COLIBRI' - 1940
Il quadro mostra Frida in posizione frontale. Lo scopo, reso evidente anche dal titolo, è quello di presentare un parallelismo tra l’artista e Gesù Cristo, anche se qui la corona di spine viene sostituita da una collana. Proprio il riferimento a Rivera e al divorzio è esemplificato dal colibrì morto che pende dalla collana. Nella tradizione messicana, questi animali morti erano usati per portare fortuna in amore, ma qui il colibrì è anche un richiamo alle sopracciglia unite di Frida. Nel quadro emergono però anche altri due animali. A destra c’è infatti un gatto nero, simbolo invece di sfortuna, che punta con lo sguardo verso l’uccello. A sinistra, una scimmia che le era stata regala da Diego, ma che tradizionalmente è simbolo del demonio.

L'AMOROSO ABBRACCIO DELL'UNIVERSO - 1949
Il tema principale della pittura riguarda la maternità che viene presentata in un contesto, come detto, pieno di riferimenti alla mitologia azteca e del Messico. Nel dipinto il suo ruolo di madre viene espresso tenendo in braccio Diego. Simbolicamente Frida vuole esprimere la complessità del rapporto amoroso in cui la donna svolge anche il ruolo della madre nei confronti del suo compagno. La donna dona e alimenta la vita, mentre l’uomo, nella sua fronte, porta il terzo occhio della saggezza, come in questo caso lo si vede nel dipinto, sulla fronte di Diego. Dietro ai due sposi si staglia la dea Madre della terra azteca, Cihuacoatl, scolpita nella pietra. Dietro alla statua e ai due protagonisti Frida ha dipinto la Madre Universale, che a sua volta li abbraccia e li contiene. In primo piano, sulla sinistra, è ritratto il cane di Frida, Itzcuintli Señor Xolotl, che rappresenta Xolotl, il guardiano del mondo dei morti, che ha preso la forma del cane per poter osservare il mondo terrestre. Sul suo dorso i morti vengono trasportati di notte nel mondo degli inferi.


LA MIA INFERMIERA E IO - 1937

RADICI

NATURA MORTA

‘Autorittatto al confine tra Messico e Usa”

AUTORITRATTO COME TEHUANA

Lei stessa dirà: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera.” Vista l’impossibilità di fare affidamento sulla fedeltà di Diego, i due decisero di vivere in case separate, unite tra loro da un piccolo ponte, in modo che ognuno di loro potesse avere il proprio spazio “artistico”. “[…] Perché lo chiamo il Mio Diego? Non è mai stato e non sarà mai mio. Diego appartiene a se stesso.” (Frida Kahlo). Con il ritratto di Diego Rivera sulla sua fronte, Frida Kahlo raffigura il suo amore ossessivo per il pittore: egli è sempre nei suoi pensieri. Lei indossa un costume Tehuana, che piaceva molto al marito. Il costume proveniva da una regione sud occcidentale del Messico, dove ancor oggi sopravvivono tradizioni di tipo matriarcale e la cui struttura economica rivela la dominanza delle donne. Le radici delle foglie che le ornano i capelli ricordano una tela di ragno, con cui lei cerca di catturare la sua preda, Diego

IL SUICIDIO DI DOROTHY HALE - 1938
Dorothy Hale si era gettata dalla finestra di un grattacielo; l’artista registrò la scena nelle diverse fasi della caduta, come in una foto sovrimpressa, e presentò il cadavere su una superficie simile a un palco, staccata dalla scena del grattacielo. Il fatto viene commentato nello spazio sottostante, in lettere rosso sangue: “ Il giorno 21 del mese d’ottobre del 1938 alle sei del mattino nella città di New York la signora Dorothy Hale si suicidò buttandosi da una finestra molto alta dello Hampshire House.
 
Le opere di Frida kahlo sono spesso state accostate al movimento Surrealista, ma Frida ha sempre rifiutato tale vicinanza sostenendo: “Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.

LA COLONNA ROTTA - 1944

OSPEDALE HENRY FORD - 1932
Il suo dispiacere maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (e all'epoca discussa) storia d'amore con Rivera è raccontata in un suo diario. Ebbe numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che nemmeno all'epoca potevano passare inosservati: il  Lev Trockij, André Breton, fra i tanti altri e altre. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e forografa nel Messico degli anni Venti. Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo anche la russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952), Rosa Rolando (1897-1962), Chavela Vargas (1919-2012). In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all'emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano. 

SENZA SPERANZA - 1945
Accanto alla mostra di Frida Kahlo, c'è una interessante esposizione di oggetti delle culture a noi più lontane: Africa, Cina, Sud America, antichi e "moderni", cioè ancora in uso tra le popolazioni indigene.