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giovedì 5 luglio 2018

CASTELFRANCO VENETO (TV): la città di Giorgione


Una tappa lungo il viaggio verso i monti: Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, città natale di Giorgione, uno dei pittori più misteriosi del nostro Rinascimento. Ma non solo, sede del bellissimo Conservatorio Steffani, che fa venir voglia di suonare subito, in cui ha insegnato anche il celebre violoncellista Brunello. E, infine, una delle più affascinanti cittadine cinte da mura del nostro paese.

Il pezzo forte è senz'altro la Pala del Giorgione, che si trova nel Duomo nella cappella a destra del presbiterio.

La Pala è visitabili negli orari di apertura del Duomo (9-12/15-18). Non sono ammesse le visite durante i riti liturigici. 

La Pala di Castelfranco, Giorgione 
Olio su tavola. Nell'opera Giorgione unisce le conoscenze prospettiche quattrocentesche con le ricerche coloristiche venete. E' l'unico dipinto realizzato da Giorgione per una pala d'altare. La composizione deriva dalle sacre Conversazioni, basate su uno schema piramidale. La luce è calda e si diffonde in tutto lo spazio del dipinto.
Il Duomo, interno
Nel dipinto, una delle poche opere certe del pittore, databile tra il 1503 e il 1504 (permangono ipotesi di datazione intorno all’anno 1500), raffigura, sullo sfondo di un paesaggio, la Madonna in trono con il Bambino, e, in primo piano, san Francesco e, a sinistra, san Nicasi.

Il Duomo, facciata
Poco si sa della vita di Giorgione. Nemmeno il suo cognome. E' conosciuto come Giorgio  Zorzo o Zorzi da Castelfranco Veneto, dove appunto nacque. Ha trascorso vita agiata, frequentando circoli nobiliari e allegre compagnie. E' già celebre in vita, adorato dai collezionisti, protetto dalle famiglie nobili veneziane. Non ebbe mai incarichi ufficiali. Morì di peste in giovane età, 32 anni.

La Piazza 
Il duomo è, già esternamente, un chiaro esempio di architettura neoclassica. Nel riquadro centrale si inscrive un cerchio con scritto in latino MARIAE D.N. CAELO RECEPTAE AC D.LIBERALI PATR., a rendere nota la dedicazione della chiesa. La facciata è terminata da un grande frontone, sul quale poggiano tre statue rappresentanti Vergine e Santi.

Camminando per la città
Dopo la pala siamo stati a visitare la Casa di Giorgione, che ospita un museo molto ben allestito su Giorgione e il contesto storico in cui egli si mosse e, al piano primo, un.altra opera certamente di Giorgione: il Fregio

INFORMAZIONI:

Il museo è aperto da martedì a giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e da venerdì a domenica dal 14.30 e 18.30.
Biglietti 5 euro. Ragazzi sotto i 20 anni 3 euro.


Davanti allo schermo che spiega la Pala

Strumenti astrologici

Classidra di perle
La casa è il luogo in.cui Giorgione studiava. C'è la ricostruzione del suo studiolo.
Il Fregio di Giorgione 
È l'unico affresco di Giorgione conaervato nella sua interezza. FREGIO DELLE ARTI LIBERALI E MECCANICHE. Denso di significati allegorici. Rappresenta il pronostico di un'epoca. Indica nella saggezza e nella ragione il mezzo per restituire un.futuro positivo all'uomo: come è attuale!


A Treviso all'epoca operava Giovan Battista Abioso, astrologo e astronomo che sicuramente influenzò il Giorgione.


"... nello splendore cromatico della Pala, Giorgione si fa altissimo interprete della pittura tonale veneziana del secondo Quattrocento, che affida la costruzione dell’immagine ad una tecnica sapiente fatta di velature sovrapposte di strati colorati, cioè quella “pittura sanza disegno” di cui parlava Giorgio Vasari nelle sue Vite, edite nel 1550, ove il chiaroscuro morbido ed avvolgente annulla i passaggi bruschi tra luce ed ombra. L’autentica novità della Pala consiste nell’avere scardinato l’impianto tradizionale delle pale immediatamente precedenti (Piero della Francesca, Ercole de’ Roberti, Antonello da Messina) o coeve (Giovanni Bellini e Lorenzo Lotto), abolendo ogni riferimento a un interno aulico o ecclesiastico ed erigendo, entro un’architettura pittorica a verticalità ‘piramidale’, un trono altissimo, quasi innaturale, immerso nella luce effusa da un paesaggio, amplissimo e profondo, di campagne e colline. Le due minuscole figure di armati e il villaggio turrito in rovina ‘parlano’ di guerra, generatrice di dolore e di morte. Un respiro atmosferico, pervaso da un assoluto silenzio, impregna l’intera figurazione ed inonda la penombra della cappella. Una cortina di rosso velluto identifica i due ‘registri’ della composizione: il mondo delle azioni umane, nel quale ‘vivono’ la Madonna e il Bambino, e lo spazio sacro ai piedi del trono, ove, in una dimensione intima e meditativa, i due santi, evocativi dell’ardimento (Nicasio) e della pietà (Francesco), rivolgono il loro sguardo assorto allo spettatore e al devoto." (dal Sito Comune di Castelfranco)


GIORGIONE nacque a Castelfranco nel 1477 e arrivò a Venezia nel 1503 dopo aver lasciato a Castelfranco le opere che abbiamo visto oggi.

 Ebbe contatti con Leonardo da Vinci.