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domenica 5 gennaio 2020

AULLA: un pomeriggio da pellegrini


Aulla, in provincia di Massa-Carrara, è in assoluto uno dei più antichi luoghi di ospitalità e prrghiera sorti sulla via Francigena. Si trova in Lunigiana.  Quando tra il 990 e il 994 giunse qui Sigerico, arcivescovo di Canterbury, la sua Abbazia, l'ABBAZIA DI SAN CAPRASIO, già ospitava le reliquie del santo divenuto Santo Patrono della città, ora esposte sotto all'altare della Chiesa.



Esse furono portate qui dalla Provenza tra l'885 e il 896 da Adalberto II di Toscana. Dal 2001 scavi archeologici e restauri hanno interessato la chiesa e dopo l'alluvione del 2011 è stato rimesso tutto a posto con cura e oggi sorge qui un interessante piccolo Museo, che abbiamo visitato oggi pomeriggio. L'impianto della Chiesa è ancora quello dell'anno 1000. I resti della precedente chiesa del IX secolo sono visibili al di sotto del fonte battesimale ad immersione, di forma circolare e con gradini di accesso alla vasca, della quale è conservato il fondo in cocciopesto. Il fonte battesimale è del XI-XII sec. 


Gli scavi archeologici in san Caprasio hanno confermato la tradizione popolare della presenza della tomba del Santo: all'interno di una monumentale tomba, sigillata tra il 1000 ed il 1050, contenente un reliquiario in stucco con le reliquie. Tutta l'area presbiteriale è stata scavata ed è visitabile: oltre alla monumentale tomba del Santo sono visibili i resti di una chiesa del VII secolo, di probabile fondazione colombaniana ai tempi dell'abate lerinese Attala successore di san Colombano, nell'Abbazia di Bobbio: vedi Nostra gita a Bobbio.


"San Caprasio fu la principale guida spirituale di Sant'Onorato di Arles. Rinunciò a grandi prospettive mondane, preferendo andare a vivere da eremita presso la celebre isola di Lérins, al largo della Costa Azzurra. La si era recato anche Onorato con suo fratello Venanzio, due giovani desiderosi di averlo come maestro. Quando i due fratelli meditarono di trasferirsi in Oriente, anche Caprasio li seguì per condividere tale esperienza. Il viaggiò li obbligò a privarsi di molte cose ed a condurre una vita molto dura, tanto che la loro salute divenne cagionevole enon appena giunti in Grecia Venanzio morì. I due superstiti fecero allora ritorno in Gallia e per qualche tempo si rifugiarono tra le montagne attorno al Fréjus, optando poi per trasferirsi nuovamente a Lérins al fine di imitare l'austera vita dei padri del deserto. Ben presto altri seguaci si unirono a loro, desiderosi di seguire i medesimi ideali, e si rese così necessario ispirarsi alla regola di San Pacomio per formare un'ampia comunità come quella di Tabennesi in Egitto, dove un gran numero di piccole case religiose erano sottoposte ad una regola comune e ad un unico superiore.
Sembra storicamente accertato che Caprasio non divenne mai ufficialmente superiore della comunità monastica, forse perché troppo avanti negli anni o piuttosto perché Onorato possedeva un maggior carisma di amministratore, ma è comunque comunemente considerato fondatore e primo abate di Lérins, in quanto guida spirituale di Onorato e così di tutto il complesso monastico.
Nella “laudatio” che Sant'Ilario di Arles compose dopo la sua morte, che costituisce la nostra principale fonte di informazioni sul suo conto, Caprasio è lodato per la sua grande fama di santità. Sant'Ilario stesso fu monaco a Lérins, per poi succedere ad Onorato sulla cattedra episcopale di Arles.
L'influenza che Lérins esercitò in seguito attraverso la Gallia e la Chiesa celtica in Irlanda e Britannia fu dovuta principalmente all'esempio della sua prima guida spirituale, San Caprasio, la cui opera si percepisce ancora oggi sull'isola mediterranea che ancora è sede di un fiorente monastero. Anche il nuovo Martyrologium Romanum, nel commemorarlo al 1° giugno, ne riconosce la paternità di questa grande opera." (Fabio Arduino)


A fianco della Chiesa, sorge un interessante piccolo Museo in cui ci si può immergere nella vita dei monaci pelegrini. L'ABATE:


 Il MONACO:


RESTI DELLA CASSETTA CHE CONTENEVA LE RELIQUIE DI SAN CAPRASIO
 

PUNTALE IN BRONZO DEL BASTONE DI UN PELLEGRINO DEL X SECOLO.

  
LABIRINTO DI PONTREMOLI (COPIA):l'originale è a Pontremoli nella Chiesa di San Pietro. Il Mito del Minotauro, Teseo ed Arianna diventa nel Medioevo tema di riflessione sulla condizione umana. Sull'eterna lotta tra bene e male. Al centro una croce simbolo di salvezza. Il labirinto cristiano è caratterizzato non da 7 ma da 11 circonvoluzioni a simboleggiare il peccato, tra il 10 dei Comandamenti e il 12 degli Apostoli. SIC CURRITE UT COMPRHNDATIS, invito a cogliere l'attimo fuggente mediante la fede. I pellegrini pregando seguivano con un dito il percorso del labirinto e portavano a termine un percorso di speranza e fede.
 

FRAMMENTO DI EPOCA ROMANA: 


 RELIQUIE DI SAN SEVERO. Arrivo delle reliquie di San Severo Martire, avvenuto nel settembre del 1665 per volontà del marchese Cosimo Centurione, signore della città. San Severo, oggi quasi dimenticato e ricordato soprattutto per la fiera che si svolge in centro, fu per secoli oggetto di forte devozione e grandi festeggiamenti con solenne processione, scoppio di mortaretti. Fino agli inizi del 1800 era conservata memoria del miracolo avvenuto, nel novembre del 1665, in Genova nel grande palazzo dei Centurione , dove, implorato il Santo, guarì improvvisamente la piccola Maria Marta, unica figlia del marchese ritenuta in condizioni disperate da tre medici.
 

CROCE IN ARGENTO: croce stile, cioè sorretta da un'asta. destinata alle processioni o ad essere collocata a lato dell'altare.  Eseguita da una bottega genovese da un orafo di prestigio. Rilievi dei 4 evangelisti con relativi simboli. 



 CAPITELLO DI OBERTO FERLENDI DEL XIII SECOLO: