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sabato 3 agosto 2019

LA VILLA (BZ): Il Sentiero degli Artisti e il Parco dei Cervi SOMPUNT


Mattinata nella natura e nell'arte quest'oggi. Ci siamo recati in auto a La Villa e abbiamo parcheggiato poco dopo il ponte, nella frazione di Altin, da cui parte il facile sentiero, adatto anche a bimbi piccoli in passeggini da montagna e anziani (alcuni punti sono mlto ripidi, occorre tuttavia segnalarlo!). Il sentiero porta il n. 11 del CAI e la dicitura TRU DI ARTISC, in lingua latina, appunto, Sentiero degli artisti. 

 
Punto di partenza: La Villa, frazione di Altin
Meta: San Cassiano, centro paese
Lunghezza del percorso: 3,5 km
Tempo di percorrenza: 1,5 ore
Dislivello: ca. 250 m
Altitudine: tra 1.397 e 1.624 m s.l.m.

Il “Tru di artisc” (in lingua ladina, Sentiero degli Artisti) porta da La Villa a San Cassiano - una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto... e che cielo! E che "corridoio espositivo"! Bellezza nella bellezza. Avevamo già sperimentato questa idea del LAND ART in Valle di Ledro, a PUR: LEGGI QUI. Si comincia con una stazione di lettura: all'interno della casetta di legno che vedete in foto, si possono lasciare libri di ogni genere e i passanti possono leggerli e riporli nella stessa cassetta oppure portarli con sè e metterli in una successiva stazione di Bookcrossing. Curioso trovare una copia de I ragazzi della via Pal di Molnar in traduzione LADINA!


Per gli appassionati di FILOLOGIA ROMANZA (in particolare la mia amica Ludovica):

L’escursione, lunga circa 3 km, sulle tracce degli artisti locali ha inizio dal paese di La Villa, più precisamente dalla frazione Altin. Il sentiero, inaugurato nel 2011, è arricchito ogni estate da una nuova scultura realizzata da un artista della regione dolomitica. Quindi... quest'anno ce ne sono 9!

Il piacevole sentiero è chiuso al traffico e si snoda su un’altitudine di ca. 1.400 m s.l.m. lungo il Rio Gadera fino al suo punto più alto a 1.624 m s.l.m. Dopo una camminata di 1,5 ore si raggiunge la meta: il paese San Cassiano. Il sentiero pianeggiante è anche adatto ai passeggini. Questo fatto lo rende - assieme alla sua lunghezza ed alla bellezza del paesaggio - una popolare destinazione.

Il gioco è stato quello di trovare le 9 installazioni, non sempre così immediatamente visibili. I ragazzi camminano più volentieri avendo un compito, un gioco da fare, una missione... ecco il perchè questi sentieri sono una bellissima idea per famiglie, onde evitare la solita cantilena del "quanto manca", "quando siamo arrivati", il falsissimo "siamo stanchi", "abbiamo camminato ghià 6 ore" (passati sì e no 20 min), "non mi avevi detto che era una gita lunga" ecc....

 

La caratteristica delle opere di Land Art è che si armonizzano con l'ambiente che le circonda e sono piacevoli sorprese inaspettate. Accendono la curiosità e la fantasia, oltre che la riflessioni su temi spesso in questo caso religiosi o di tipo meditativo sul senso dell'esistenza: la madre, Gesù, il cammino, Caino, la madre con il bambino... titoli in ladino e artisti tutti locali. Anche un modo per promuovere l'arte del luogo. 


Il sentiero è piacevolissimo, costeggia il Torrente con le meravigliose montagne sulla destra all'andata e sinistra al ritorno: Piz de Lavarela e Piz de Conturines su tutte con i loro più di 3000 m.


Spesso veniamo superati da E-Bikers (si possono affittare a La Villa e in ogni località dell'Alta Badia), la nuova frontiera del ciclismo. Ormai strade come quella di oggi sono alla portata di chiunque con queste bici a pedalata assistita. Pro e contro: tutti possono vedere tutto, ma il tutto diventa non più per pochi, ma per molti e si smarrisce, nel caso dei percorsi più impegnativi, il piacere e la soddisfazione di qualcosa che si conquista con la fatica vera. Ma forse questa filosofia è solo di chi quella fatica e quella meravigliosa sensazione liberatoria di pseudo onnipotenza l'ha provata. E può ancora provarla non cedendo all'E-Bike. Quando la provi è difficile tornare indietro... un po' come fare a piedi 20 piani quando c'è un comodo ascensore!


Ad ogni modo... la camminata assistita ancora non c'è e noi prediligiamo questo modo antico e meditativo di avanzare, magari sì, aiutandosi con due bastoncini e con un paio di calzature adatte. 


E dopo Gesù Cristo, le due opere che forse ci sono piaciute di più per il loro modo di confondersi con il paesaggio: la prima, Senza Titolo, sono questi due viandanti su di un sasso:


La II, che ho messo anche in apertura, si intitola "Caino" ed è, appunto Caino che, furtivamente, già colpevole,  si allontana nel bosco, camminando su un tubo sopra al torrente:


Siamo quasi giunti a San Cassiano e incontriamo ancora questa bella Odalisca, accucciata su di una pietra:






Tempo di Pic Nic e di ritorno, questa volta anche correndo, in un liberatorio sfidarsi e poi bere acqua dalle sorgenti freschissime disseminate lungo il tragitto:




Meta successiva: Parco dei Cervi di Sompunt, in Strada Sompunt n. 8

Info: paraciora@gmail.com
Tel: 334 2247272
(Ogni martedì dalle 10 alle 11 visita con guida!)


Che spettacolo! La camminata è di circa 1 km attorno al recinto che li contiene. ll Parco Cervi Sompunt, tra La Villa e Badia si estende su piú di 7 ettari di prato e bosco offrendo cosí riparo a piú di 30 esemplari di cervi e daini. L'entrata del parco, nei pressi del rifugio Paraciora è facilmente raggiungibile in macchina, in autobus o a piedi.


L'ingresso del Parco è presso:

Ütia Paraciora
Str. Sompunt 25
Badia 39036
paraciora@gmail.com
Telefono: +39 348 1901014
 

Non solo Cervi! Anche Asini, Caprette e conigli: i bambini saranno felici!

Il percorso é indicato da frecce e cartelli informativi sui quali si possono leggere informazioni sul parco e i suoi maestosi abitanti. E' gratuito!
La passeggiata é percorribile anche con passeggino da trekking.

Gran finale: giro a La Villa con merenda. Tutti parlano LADINO e ho spiegato ad Antonio e Giacomo l'origine di questa lingua così antica e la sua particolarità: parlato in zone così ristrette perchè le popolazioni sono rimaste "chiuse" dalle loro montagne e dunque queste zone hanno mantenuto la tradizionale lingua più antica.  Ecco qualche foto scattata in paese:




venerdì 17 maggio 2019

MILANO: Acquario Civico

Giacomo sul terrazzo dell'Acquario
INFORMAZIONI:

centralino tel +39.02.88.44.5392

Siamo raggiungibili con la MM2 fermata Lanza
Con le linee di superficie: 3-4-7-12-14-45-57-61.
Viale G.Gadio n°2

Sito: http://www.acquariocivicomilano.eu/cms/

Il sito è molto ricco di informazioni utili a prepararsi per la visita. Approfondimenti scientifici rigorosi e fotografie.

ORARI:
Da martedì a domenica: 9.00/17.30. Lunedì chiuso.

Biglietto: Intero 5 euro. ridotto 3 euro. Bambini gratis.
Gratis anche il I e il III martedì del mese e la I domenica del emse.



Una Palazzina Liberty accanto al Parco Sempione: l'Acquario civico milanese, progetto di Sebastiano Locati, piccolo gioiello che fa parte dei Musei Civici della città. Unico edificio rimasto tra quelli realizzati per l'Esposizione internazionale del 1906 anche se ricostruito in gran parte nel dopoguerra. Impreziosito da decorazioni art nouveau e maioliche a tema acquario. L'ingresso è sormontato da una statua di Nettuno di Oreste Labò.

Statua di Nettuno
All'ingresso fontana a forma di ippopotamo su una vasca che raccoglie pesci rossi, tra cui uno davvero enorme!
Fontana ippopotamo

Pesci rossi
 All'interno si percorre un anello con vasche e pannelli esplicativi che descrivono l'ambiente e i tipi di pesci che lo popolano.

Giacomo legge le spiegazioni
Si comincia dal Torrente montano, nella zona delle trote, che si adattano a vivere nella corrente, muovendosi anche controcorrente grazie alla sua possente muscolatura.

Trota
 Alcune vetrine espongono conchiglie di diversi tipi e spiegano come la pigmentazione di queste ultime derivi dall'alimentazione dei molluschi che le abitano.

Vetrina con conchiglie
Si passa alla Rana Temporaria, che è incredibilmente mimetizzata e i cui girini popolano le acque sottostanti a centinaia.

Rana Temporaria
Girini
Si passa all'ambiente del Lago, dal Lago Alpino freddo e talvolta ghiacciato, al Lago Lario o Lago di Como. Esso è un lago subalpino di origine fluviale con successivo modellamento glaciale. Ed è il più profondo dei Laghi italiani.  L'incontro successivo è quello con le Carpe, che popolano il tratto di corso d'acqua che arriva alla pianura. 

Carpe
 A fianco gli Storioni, con la loro bocca che setaccia il terreno con una specie di baffetti. Popolano il tratto terminale del fiume che sfocia in mare, ove il fiume scorre molto lentamente.

Storione
Di fronte c'è la vasca dedicata ai pesci tropicali che cambiano la fauna del Mediterraneo provenendo dal Mar Rosso.


Damigella fasciata

 Proseguendo incontriamo l'ambiente della Laguna.



E tra stelle marine, facciamo l'incontro più curioso dell'acquario: vi presento il Granciporro, salvato miracolosamente dalla padella presso un ristorante che lo deteneva illegalmente e consegnato all'Acquario. Esso vive nascosto tra le rocce e... sembra una roccia!

Granciporro
 Bellissime le Meduse quadrifoglio mignon, trasparentissime. Un vero spettacolo. Come tutte le meduse, è costituita per circa il 95% di acqua e fa parte del plancton gelatinoso presente in tutti i mari. È formata da un’ombrella sul cui margine si trovano numerosi piccoli tentacoli cavi. Al centro dell’ombrella c’è una struttura tubolare, detta manubrio, alla cui estremità si apre la bocca, circondata da quattro lunghe braccia. La sua trasparenza lascia intravedere le 4 gonadi dell’apparato riproduttore che insieme ricordano un quadrifoglio.



L'incontro più spaventoso è certamente quello con la Murena...


Si passa poi sotto un'arcata trasparente con razze che volano sopra la testa. Non può che emozionare tutti i piccoli visitatori dell'Acquario.


Mentre l'Aragosta è uno spettacolo della natura con la forma incredibile del suo corpo.


Giacomo e l'Aragosta
Terminato il giro a ferro di cavallo, usciamo per guardare le vasche esterne con le tartarughe e altri enormi pesci rossi. Un bel mosaico decora l'uscita sul retro.


Ecco le tartarughe:


Da veri milanesi la foto con la tipica fontanella d'acqua pubblica della città, la "Vedovella", un ricordo d'infanzia che per fortuna resta sempre. Il nome di Vedovella deriva dal filo d’acqua incessante che sgorga dal loro rubinetto, simile al pianto perenne di una vedova inconsolabile. Invece, il nome Drago-Verde deriva dal loro rubinetto in ottone a forma di drago. Tipica era o è, tra i milanesi, l’usanza di dire: “andiamo a bere al bar del drago verde”! (Tanto è gratis!).