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sabato 24 agosto 2019

LAGO DI LEDRO e PIEVE DI LEDRO (TN): girando


Una giornata al Lago di Ledro con Giacomo mentre i pianisti sono impegnati al campus estivo Kawai a Ledro 2019 in Val di Concei e un pomeriggio a Pieve di Ledro tra musica e fiori.


Arriviamo all'ora di pranzo, giusto il tempo per ammirare la limpidezza dell'acqua e il coraggio di qualche turista che anche oggi, giornata non calda, ha il coraggio di fare il bagno. Poi, un gustoso pranzo a base di specialità trentine in riva al Lago, in un ristorante che ha la particolarità di avere dei... tavoli dondolo! GIACOMO non poteva che scegliere questo. Ottima scelta comunque anche per la qualità della cucina e la velocità del servizio.


Per smaltire gli strangolapreti una lunga passeggiata lungolago. Per chi volesse fare il giro completo, sono 10 km (un paio d'ore andando con calma). Ma é anche bello passeggiare senza una meta e lasciarsi tentare dalle spiaggette che nulla hanno da invidiare ai Caraibi!


In acqua di tutto: dai pedalò  alle barche a vela di una gara giovanile europea a squadre, i paddles, i Wind surf, i gommoni, le canoe...


Giacomo sembra apprezzare la camminata con vista lago perché sono molte le cose da osservare. Il colore dell'acqua, a volte di un azzurro che ricorda i mari più belli, le trasparenze vicino agli scogli, l'acqua increspata dal vento, i profili delle montagne, la vegetazione lacustre che si mischia a quella alpina, i colori dei fiori, la forma delle nuvole, la gente in bici, a piedi, in barca, i cani al guinzaglio, i gatti, le farfalle, le anatre...


Il Lago di Ledro si trova ad una altezza di 655 m, la sua superficie è di 2,187 kmq. Durante la I guerra mondiale, parte della popolazione, sotto l'impero Austro Ungarico fu trasferita in alcuni campi di raccolta situati in Boemia/Moravia e Austria. La Valle divenne zona di guerra con a sud gli Italiani e a nord gli Austriaci sulle creste del onte Cadria.





Abbiamo raggiunto una spiaggetta percorrendo un rapidissimo sentiero. E qui ci siamo fermati a giocare e riposare e guardarci intorno... Giacomo ha posizionato tutti i suoi animali sulla spiaggia e ha creato per loro un recinto. E' stato bello vederlo immerso nel suo mondo di fantasia. Basta poco per offrire la possibilità ai bambini di stare lontani da tablet e smartphone. La limpidezza dell'acqua è davvero impressionante e si capisce come in molti fossero in acqua nonostante il vento.



Un po' più oltre al punto dove ci siamo fermati, si trovano i ritrovamenti delle palafitte neolitiche e il museo ad esse dedicato, da noi visitato lo scorso anno: Leggi
Un luogo davvero suggestivo, divenuto Patrimonio Unesco. Imperdibile se si hanno bambini in età scolare (prevalentemente II e III elementare!). 






Al ritorno dalla nostra passeggiata abbiamo proseguito fino ad una delle molteplici spiagge che si trovano attorno al lago. Nn c'è la sabbia, ma piccoli sassolini che diventano più grandi man mano che ci si immerge in acqua. Forse per chi soffre di male ai piadei su sassi è meglio dotarsi di quelle scarpette di gomma "da bagno" che vendono in tutti i bazar attorno al lago.


E' bella l'idea di fare il bagno insieme alle anatre!




Il paese più vicino al punto della nostra gita è Pieve di Ledro, dove sorge la famosa Antica Farmacia Foletto, un luogo magico ricco di storia e tradizione diventato un museo e da noi visitato lo scorso anno: Leggi
 

Siamo tornati in questo Paese e nella Farmacia in occasione di una Mostra-Concerto intitolato "Musica Vegetale" in cui i nostri ragazzi del Campus, Antonio e Federico, hanno suonato musiche a tema floreale che hanno accompagnato la bella esposizione di opere (prevalentemente Collages) dell'Artista mantovana Marta Lonardi. Il tutto arricchito dalle preziose e approfondite analisi artistico musicali di Angelo Foletto. La mostra di Marta si intitola "Catalogazione discontinua" e già anticipa l'idea del continuo contrasto di una idea e del suo opposto che si fondono e/o si intrecciano in ogni tavola dell'artista.


L'artista ha preso spunto dallo storico erbario esposto al museo e ritrovato intatto dopo la guerra. Un erbario che racconta storie, di fiori e piante anche perdute, e che tenta di mettere in ordine ciò che forse un ordine non può avere. Così fa Marta. Ripropone elementi del mondo vegetale decontestualizzandoli e unendoli ad altri particolari non vegetali come ritagli di giornale o pezzetti di carta, cartine geografiche, schizzati con del colore e immobilizzati dalla colla su suporti diversi, quasi sempre legno bianco. 


I suoi collages, che recano titoli filosofici come "Perdere le tracce" e poi forse ritrovarle o ritrovarsi, "E' tutto così come deve essere" (nella foto) o non essere, "Omeostasi precaria" (dal greco ὅμοιος+στάσις, "simile posizione") qui come a dire "stabilità instabile", hanno risuonato di note per l'occasione con Liszt, "Giochi d'acqua a Villa d'Este", Schumann "Blumenstück" e il famoso "Valzer dei fiori" dallo Schiaccianoci di Čajkovskij. 




mercoledì 21 agosto 2019

TIARNO DI SOTTO E TIARNO DI SOPRA: affreschi, case e montagne


La nostra gita si oggi é stata guidata da Giacomo, alla scoperta di due paesi non lontani dal Lago di Ledro e dalla Val Concei: Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto, due paesi che prima erano uno solo e che si sono separati nell'XI secolo. Il nome Tiarno deriva probabilmente da TIA, il legno di pino con resina da cui si faceva la pece. 




Tiarno di Sotto é il più piccolo, con i suoi 650 ab, noto come "paese dei signori" per le case signorili, appunto, che caratterizzano la via del centro. Case con affreschi sulle pareti, case particolari, dai colori insoliti o dai profili decorati.



Stemmi di famiglia sulle pareti delle case che hanno tutte porte bellissime e imposte caratteristiche spesso colorate:



La strada si inoltra nelle case, stretta stretta per le auto di oggi.




Curiosa questa iscrizione del 1815: "Memoria che il giorno 29 é stato venduto il Gialo del paese a fiorini 40 la soma. Il giorno 30 la farina giala unita a quela di miglio alla minuta in ragione di soma fiorini 72. E ciò segue in giugno anno 1815." 




Molte sono le piccole cappelle e i capitelli disseminati in questo territorio, a testimonianza della religiosità del paese. 





La Chiesa di San Bartolomeo ha il campanile che é alto 72m, il secondo più alto del Trentino. Il campanile é tutto in pietra viva. L'esterno é semplice nello stile del luogo. Notevole il Polittico dietro l'altare maggiore, tipico della cultura manierista veneziana. Probabilmente scuola del Tintoretto, datato 1587. 



Eretta su precedente Chiesina di forma rettangolare risalente al 1348, poi ampliata e ristrutturata più volte nel corso dei secoli. Orientata a ovest, presenta una facciata tipo tempio classico, scandita da quattro paraste ioniche, conclusa da un frontone triangolare e portale architravato è inscritto entro un arco a tutto sesto.





Tutt'intorno al paese, le Montagne della Valle di ledro, con i loro profili verdeggianti.



Pere che gli abitanti di Tiarno di Sotto siano detti "Ladri" ma non sappiamo per quale motivo.



Ho notato questa piccola bottega, con affresci della Madonna. Una signora molto anziana stava passando di lí in carrozzina, spinta dalla sua badante affettuosamente. Le ho chiesto se si ricordava cosa fosse. "Vendevano le sigarette lí" mi ha detto " era un Tabacchino". Chissá come brulicano di vita questi paesi che oggi si animano un po' solo in agosto e forse a Natale o nei week end d'inverno. 



Da finestra di una casa é spuntato questo simpatico cagnetto che ci salutava dall'alto. 




Anche qui le fontane in pietra caratterizzano gli angoli dei paesi. GIACOMO le ha provate tutte!




In Via San Rocco, San Rocco é affrescato sulla parete di questa casa con le sue caratteristiche iconografiche: mantello e cappello da pellegrino, bastone, cane con pane in bocca per nutrirlo durante la peste.


Da Tiarno di Sotto a Tiarno di Sopra, i cui abitanti, poco più di 1000, sono detti "Asini" non perché siano particolarmente ignoranti, anzi, ma per un caratteristico palio di cui gli asini erano protagonisti. 



La Chiesa é dedicata ai SS. Pietro e Paolo ed é, a differenza di quella di Tiarno di Sotto, estremamente spoglia al suo interno, ma molto ampia e dotata anche di cappella laterale affrescata. 




Al suo interno ci sorprendiamo nel trovare ben due opere di Bernardo Strozzi, pittore genovese padre cappuccino, le cui opere sono sparse i  tutto il mondo! Ma qui troviamo la Madonna con Bambino e SS. Pietro, Bartolomeo, Giuseppe, Antonio Abate. In primo piano a destra i ritratti dei committenti. Il dipinto costituisce la pala del bellissimo Altare nero presente già nel 1640. Il marmo estratto da una cava nel paese di Ampola, cava scomparsa. 





L'Opera é del periodo Veneto della maturità dopo il 1630. L'opera é ricca di moti diagonali in superficie e in profondità. Il Colorismo é intenso, soprattutto nel manto di S. PIETRO. I personaggi sono in linea a spirale. La tecnica é olio su tela. Il dipinto é stato restaurato nel 1977 e da quel momento é stato possibile determinarne la paternità. 




La seconda opera di Berbardo Strozzi é collocata dietro all'altare e si tratta de La Maddalena ai piedi della Crice, di più difficile attribuzione ma alla fine dopo il restauro del 1977 l'hanno dichiarata opera di Bernardo Strozzi e non del suo allievo come si pensava inizialmente. Ora io non so se tali attribuzioni siano confermate, la prima ha dei riscontri maggiori. In ogni caso é emozionante se fosse vero perché le opere di Strozzi, pittore nato a Genova nel 1581 e morto a Venezia nel 1644, sono ovunque nel mondo: New York, Madrid, Vienna, San Poetroburgo, Baltimora, Monaco... e ... Tiarno di Sopra! In quest'opera notevoli le figure degli angeli che emergono come a sottolineare la morte di Gesú. 





Nella Cappella laterale, una Vergine Addolorata in legno con pugnale al cuore come vuole l'iconografia tradizionale. 




Un ligneo Sant'Antonio che noi amiamo in modo particolare... 








Tiarno di Sopra é il paese più grande della Valle di Ledro, si trova all’imbocco della Val d’Ampola, tra la Valle di Ledro e le Giudicarie. In paese scorre il Rio Sacche, attraversato da quattro ponticelli. Tiarno di Sopra è diviso nelle cinque contrade di Brì (i gialli), Cerì (i verdi), Belisse (i blu), Nadri (i rossi) e Violì (i viola).