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mercoledì 31 luglio 2019

MONGUELFO (BZ): Il Castello di WELSPERG e Santa Margherita


Il castello di Welsperg fu attestato per la prima volta nel 1126, fu costruito dai Signori di Welsperg (dal 1539 baroni e dal 1693 conti) e rimase il loro castello per 800 anni. Poi passò ai conti di Thun-Hohenstein-Welsperg dal 1910, ad oggi proprietari. Per arrivare al castello consigliamo la passeggiata di circa 10/15 minuti dal centro del paese di Monguelfo, indicato anche come percorso per runners. 


Ingresso: Adulti, 3 euro; Bambini fino a 12 anni, 2 euro. Over 65, 2 euro.
Informazioni: 0474 944118
Orari: chiuso sabato. Domenica 15/18. Altri giorni 10/17.



Il percorso è arricchito da elementi di Land Art su legno e da scoiattoli visibili nel bosco: silenzio! Dopo 10 minuti di cammino ci si trova sotto al castello ed è necessario salire per un paio di minuti un sentiero piuttosto ripido per arrivare all'entrata.


Da sotto si vedono il muro merlato della corte  e il mastio alto ben 34,4m, su cui non è possibile salire. E' il centro dominante del castello, eretto tra il 1126 e il 1140 è la parte più antica dell'edificio.


 Prima di entrare, foto obbligatoria sul trono: qual è il re e quale la regina?


All'ingresso ci viene fornita un'utile guida cartacea per visitare il castello. Per chi volesse qualcosa di più approfondito si può acquistare una guida più completa a 3 euro all'ingresso. Ma abbiamo ritenuto sufficiente il pieghevole gratuito. Entriamo nel cortile d'ingresso sotto al Mastio da cui si accede al Forno per la Cottura del Pane, alla Cappella di San Giovanni, con un affresco di un pittore ignoto del 1540 e poi alla meravigliosa Corte, oggi sede anche di concerti di Musica Classica (chissà che meraviglia!).


In tutto il castello abbiamo incontrato tre strumenti a tastiera: un piccolo organetto nella Cappella, un verticale e un mezzacoda. Quanti pianoforti abbandonati in giro per il mondo!

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Dalla Corte si può vedere il rudere del Castel di Thurn, un tempo abitato dai Signori di Füllein, che bruciò nel 1765
Il cortile è cinto da un muro merlato. 




Saliamo al piano I e visitiamo tante stanze: a prima è la Brotkammer, la stanza del pane. Poi la Milchkammer, la cucina e la  Stube del curatore. Le stanze sono rivestite in legno di Cirmolo mentre il sofitto è a pannelli. In cucina, appesi al soffitto, dei ganci cui venivano fissati carne, salumi e formaggi per affumicarli e così conservarli più a lungo.


Alcune fotografie dei tempi passati: alcune visibili in 3D con speciali occhialini... un gioco irresistibile per Giacomo. La Sala dei Cavalieri, ove si trovano le fotografie e alcuni oggetti d'arte o di tradizione esposti, è la più grande. 




Ed ecco il castello visto dalla strada per Tesido:


Fuori dal Castello, si trova l'Orto con erbe aromatiche e curative. 48 piante diverse. E' la copia di un orto di un convento nordico. Le erbe sono usate per ricavare pomate, tisane e tinture... e così siamo andati a comprare delle creme nella Farmacia al Castello di Monguelfo. Arnica e artiglio del diavolo per il mal di collo.



Tornando al paese, abbiamo girato per le vie di Monguelfo. La Chiesa Parrocchiale, Santa Margherita è citata già nel 861, ma ufficialmente nel 1343. Ricostruita dopo un incendio nel 1441, il campanile è gotico ed è alto 58 m. Nella forma attuale la chiesa è del 1736/38 e poi ampliata nei primi anni del Novecento. 

Nella piazza, il Capitello del 1460 con affreschi di Michael Pacher. Inferriata artistica in ferro battuto del 1884, fabbro locale Peter Dorner.
L'interno è impreziosito, sulla volta a botte, da piccoli dipinti di Johann Matthias Pescoller, mentre le tre pale d'altare sono dell'artista del luogo Paul Troger (1698-1762) (Vedi: Sito dell'artista), di cui c'è anche la casa natale poco distante dalla chiesa. E' autore, tra le altre cose, del grandioso affresco "Adorazione dell'Agnello" del Duomo di Bressanone (che noi abbiamo visitato due anni fa: (Bressanone).


Troger terminò la sua carriera a Vienna ed ivi è sepolto. e anche a Vienna noi siamo stati! E' stato uno dei maggiori maestri della pittura barocca dell'area austriaca e germanica.  





1. Sull'altare Maggiore, il dipinto a olio raffigura la patrona della chiesa Santa Margherita. In primo piano c'è San Giorgio che indica il drago. Forse autoritratto dell'artista. 



2. Altare lat. destro: Adorazione dei magi, 1739. Madonna siede con bambino e un re che si inchina a baciare il suo piedino. Il II e il III re sono in penombra. Composizione di grande effetto.


3. Altare lat. sin: San Giovanni Napomuceno, che distribuisce elemosina ai bisognosi. Oppure San Giovanni Cantius che pare soggiornò a Bressanone. 

In paese: 




martedì 30 luglio 2019

MONGUELFO-TESIDO (BZ): Il Percorso Kneipp delle Piramindi di Rudlbach


KNEIPPWEG, così si legge sui cartelli che da Monguelfo portano oltre Tesido in Val Casies, alla partenza di questo sentiero nel bosco davvero speciale. Per arrivarci, dunque, seguite prima i cartelli per Monguelfo, poi quelli per Tesido e infine quelli per KneippWeg. E' molto semplice (potete anche inserirlo nel navigatore!). Questo percorso (gratuito) aiuta a rilassarvi e vi invita alla meditazione. Ci si toglie le scarpe all'ingresso del percorso, ma vi consigliamo di portervele dietro perchè il sentiero non è semplicissimo. Noi abbiamo resistito andata e ritorno a piedi nudi ma è per soggetti allenati allo Kneipp e noi lo siamo vista la nostra esperienza a Villabassa e ad Assling: (Assling, Villabassa). “Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene, ce l'ha regalato in abbondanza la natura” - questo lo disse Sebastian Kneipp (1821/97).


Camminare a piedi nudi è qualcosa che l'uomo primitivo faceva ogni giorno, non avendo ancora inventato le scarpe! Il suo approccio si basa su cinque pilastri: Acqua, Erbe medicinali, Alimentazione, Esercizio fisico e Vita regolare. Soprattutto il tema dell' "Acqua" è amato in Alto Adige. Bisognerebbe alternare caldo e freddo e in questo sentiero c'è più che altro freddo, il ruscello. Ma il caldo si trova nel terreno boschivo scaldato dal sole. 


Lungo il sentiero, abbiamo trovato tantissimi mirtilli e fragoline, per completare il "benessere" generale con nutrimento proveniente direttamente dal bosco e appena colto!


Proseguendo la camminata, che in totale sarà di circa 2 km, si percorrono scale e passatoie in legno, ponticelli e zone in cui si viene invitatin da una scaletta a scendere e sostare al ruscello. Le stazioni con vasche contenenti elementi diversi, come pietre, corteccia, aghi di pino, pigne, fango, sono un po' abbandonate. Essendo un percorso gratuito manca la manutenzione a anche la segnaletica è un po' carente. Dovete arrangiiarvi e seguire i segni giallo-neri sugli alberi o le scritte nascoste qua e là nel bosco, ma non evidentissime.


In ogni caso il bello è stata la totale solitudine, il silenzio e la possibilità di sperimentare a lungo il camminare a piedi scalzi. Ricordo di aver letto che vi sono persone che sposano questa filosofia per la vita di tutti i giorni, forse un po' estremo, ma anche disabituarsi a uscire sempre con un paio di scarpe non è male. Ah sì, si chiama GIMNOPODISMO! oppure BAREFOOTER (Leggi)


da wiki: "...la scarpa impedisce il normale e corretto movimento dei piedi, ne indebolisce la muscolatura, fa sì che il carico non si distribuisca sul calcagno ma che gravi sull'avanpiede, e pertanto predispone a difetti posturali... Altri problemi che a ciò conseguono sono dolori alle ginocchia, alle anche, alla schiena. La scarpa inoltre sopprime la sensibilità tattile del piede, che non percepisce più la qualità del terreno... camminando scalzi, oltre ad esercitare correttamente la muscolatura del piede e favorire una distribuzione corretta dei carichi, si favorisce la traspirazione (la pianta del piede ha tra le più alte concentrazioni di ghiandole sudorifere di tutto il corpo), produce un massaggio riflessologico che stimola positivamente tutto l'organismo, favorisce la circolazione sanguigna degli arti inferiori e, di conseguenza, quella di tutto il corpo..."


E in effetti oggi, dopo un'ora e mezza di piedi scalzi, ci sentiamo diversi (io ho anche un male allucinante a un tallone, ma sorvoliamo...)


I tavolini sono stati utili per brevi soste per riposare i piedi, bere e mangiare un frutto.


Di terreni sperimentati ce ne sono tanti: ghiaino, radici, aghi di abete, erba, ruscello con sassi o ruscello con sabbia, legno degli scalini e dei ponti, morbida terra di bosco, fanghiglia e il mio preferito: il muschio! Un sogno di morbidezza e freschezza!


Per facilitare il camminatore nel ruscello, lungo il percorso in acqua vi sono dei corrimano in legno a cui tenersi e vi assicuro che è utile perchè quando si becca un sasso che perfora la pianta del piede si prova un tal dolore che si perde l'equilibrio!


Bellissimi fiorni non sono mancati neppure oggi lungo il sentiero.



Ed ecco i piedi di Giacomo immersi nella "melma"... momento di estrema felicità per qualsiasi bambino! Anche per quelli "moderni" tanto criticati di non saper più trovare divertimento nell'aria aperta e nella natura... non mi pare! Oggi è stata la testimonianza che tutti i bambini si divertono all'aria aperta... eccome! Basta portarli nei posti giusti! 


Ed ecco il muschio... che meraviglia!


Ci siamo fermati a questa deviazione e siamo rientrati percorrendo la stessa strada, ma ho incontrato poi una guida che mi ha detto che sarebbe stato possibile fare l'anello e rientrare al parcheggio continuando il percorso... peccato! Sarà per la prossima volta.


Per la verità ci siamo avventurati su questa irta scala segnalata come "sentiero privato"... ma era troppo invitante, ma non abbiamo avuto il coraggio di proseguire oltre...


Devo dire che la mattinata di oggi mi ha lasciato la curiosità di scoprire di più questa filosofia. Esistono anche due libri: "A piedi nudi" e "Il silenzio dei passi"  di Andrea Bianchi, uno scrittore di montagna. Chissà che non diveto una barefooter per davvero. 


CURIOSITA':
Nel 1849 Kneipp, ABATE E PRESBITERO TEDESCO, si ammalò di TUBERCOLOSI Kneipp scoprì casualmente il libro "Lezione sulla forza guaritrice dell'acqua fresca" di Johann Siegmund Hahn. In seguito a ciò, non trovando giovamento nelle cure del tempo, Kneipp decise di applicare ciò che aveva letto: dopo essersi spogliato nudo, si tuffava nel DANUBIO e subito si rivestiva, contrastando il rapido raffreddamento correndo verso casa. Dopo soli 6 mesi di questo trattamento la TBC era sparita. ECCO... non fatelo direi!


SITO DELL?ASSOCIAZIONE ITALIANA KNEIPPhttp://www.kneipp.it/it/index-i.php

Al termine della passeggiata a piedi scalzi, siamo andati a vedere Tesido e poi Monguelfo... ma lo racconteremo nei prossimi capitoli. Ecco solo alcune fotografie del paese di Tesido. Vale la sosta. Abbiamo anche scoperto e percorso Il sentiero delle Fiabe "TAISTNER SAGENWEG"! Lo racconteremo!



lunedì 29 luglio 2019

DOBBIACO (BZ): Il Villaggio degli Alberi e l'Oroscopo Celtico


Provenendo da Cortina, poco dopo il Lago di Dobbiaco Leggi qui, sulla destra, c'è una strada che sale ripida nel bosco. I auto si arriva così a due passi dal "VILLAGGIO DEGLI ALBERI", un luogo magico in cui tutti i bambini si perderanno per ore. Si tratta di uno spazio, all'interno del bosco, attrezzato con un parco tematico dedicato a flora, fauna, rocce e funghi della zona, struttura gioco in legno con scivolo e tana dell'orso, e 4 casette a tema per studiare il Legno e il suo utilizzo nella nostra vita. Inoltre, spunti di LAND ART come quella che avevamo incontrato a PUR sul Lago di Ledro. Leggi qui


Al Villagio si giunge anche percorrendo il Sentiero Didattico Naturalistico che parte dall'Hotel Dobbiaco, dal Centro Visite:
Centro visite dei Parchi naturali
Centro Culturale Grand Hotel Dobbiaco

Via Dolomiti 31, I-39034 Dobbiaco
Tel. 0474 973 017
www.hochpustertal.info
Scegliendo questa opzione, si passa anche dal Museo interno, molto interessante, che abbiamo visitato gli anni scorsi. Si esplorano le dolomiti, la fauna, la flora e le rocce, ma anche i mezzi di trasporto di una volta, con la possibilità di provare a salire su una carrozza, su un treno antico e su un automobile con tanto di simulazione in cuffia dei rumori che si percepivano viaggiando su questi mezzi!





 
Lungo un sentiero nel bosco dove si devono scovare dei volti di legno paurosi (caccia alla creatura spaventosa del bosco!), si giunge alla zona dedicata all'OROSCOPO CELTICO DEGLI ALBERI:
Ognuno deve trovare la propria data di nascita sul pannello all'ingresso e trovare il proprio Albero "zodiacale" diciamo così. Poi, deve trovare il proprio profilo e leggerne le caratteristiche. Un gioco divertente che piacerà a tutti!
 

L'origine di queto Oroscopo è celtica: Io sono risultata essere del Cipresso, le cui caratteristiche dovrebbero essere la muscolatura (e fin qui ci siamo), il fatto che mi basterebbe poco per essere felice (ed è vero anche questo) e che mi importerebbero solo due cose, una vita sana e molti riconoscimenti... perfetto! Giacomo invece è risultato Bagolaro, e desidererebbe il massimo confort possibile... azzeccato! Antonio è risultato essere il Pino, consapevole del suo fascino e innamorato di sè.


L'oroscopo è costituito da 21 alberi (3x7) e 3 principali macrocategorie di carattere: i realistici, gli intelletuali e i fantastici. Non si tratta di una tradizione antica, ma di una invenzione del XX secolo! 


Proseguendo oltre, torniamo al luogo delle casette in legno e della struttura gioco, che deve essere il punto celtrale della giornata. Qui si possono scoprire le impronte degli animali, gli strati delle rocce, quali funghi si possono mangiare e quali no, quanto saltano diversi animali del bosco. 

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Ci si può perdere giocando dentro e fuori dalle casette ...


... fingendo di vivere in una di esse oppure giocando a nascondino...


... si possono leggere tantissimi pannelli esplicativi e sollevare numerosi coperchi che nascondono segreti...


Si possono togliere scarpe e calze e percorrere il Sentiero a Piedi Scalzi...


Trovare i funghi nel bosco cercando le specie corrispondenti alle sculture di legno...


Scoprire tutto delle rocce delle montagne dei dintorni, la loro formazione antica, la loro evoluzione.



Giocare nella tana dell'orso e non stancarsi mai...


Sfrecciare sullo scivolo della lontra e fare l'equilibrista sui legni della struttura...


Imparare a distinguere tutte le impronte che si possono trovare sulla terra o sulla neve d'inverno...


... e bere dell'acqua freschissima dalla fontanella a forma di rana!


Il tutto... non ha prezzo! Bun divertimento!