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venerdì 17 maggio 2019

MILANO: Acquario Civico

Giacomo sul terrazzo dell'Acquario
INFORMAZIONI:

centralino tel +39.02.88.44.5392

Siamo raggiungibili con la MM2 fermata Lanza
Con le linee di superficie: 3-4-7-12-14-45-57-61.
Viale G.Gadio n°2

Sito: http://www.acquariocivicomilano.eu/cms/

Il sito è molto ricco di informazioni utili a prepararsi per la visita. Approfondimenti scientifici rigorosi e fotografie.

ORARI:
Da martedì a domenica: 9.00/17.30. Lunedì chiuso.

Biglietto: Intero 5 euro. ridotto 3 euro. Bambini gratis.
Gratis anche il I e il III martedì del mese e la I domenica del emse.



Una Palazzina Liberty accanto al Parco Sempione: l'Acquario civico milanese, progetto di Sebastiano Locati, piccolo gioiello che fa parte dei Musei Civici della città. Unico edificio rimasto tra quelli realizzati per l'Esposizione internazionale del 1906 anche se ricostruito in gran parte nel dopoguerra. Impreziosito da decorazioni art nouveau e maioliche a tema acquario. L'ingresso è sormontato da una statua di Nettuno di Oreste Labò.

Statua di Nettuno
All'ingresso fontana a forma di ippopotamo su una vasca che raccoglie pesci rossi, tra cui uno davvero enorme!
Fontana ippopotamo

Pesci rossi
 All'interno si percorre un anello con vasche e pannelli esplicativi che descrivono l'ambiente e i tipi di pesci che lo popolano.

Giacomo legge le spiegazioni
Si comincia dal Torrente montano, nella zona delle trote, che si adattano a vivere nella corrente, muovendosi anche controcorrente grazie alla sua possente muscolatura.

Trota
 Alcune vetrine espongono conchiglie di diversi tipi e spiegano come la pigmentazione di queste ultime derivi dall'alimentazione dei molluschi che le abitano.

Vetrina con conchiglie
Si passa alla Rana Temporaria, che è incredibilmente mimetizzata e i cui girini popolano le acque sottostanti a centinaia.

Rana Temporaria
Girini
Si passa all'ambiente del Lago, dal Lago Alpino freddo e talvolta ghiacciato, al Lago Lario o Lago di Como. Esso è un lago subalpino di origine fluviale con successivo modellamento glaciale. Ed è il più profondo dei Laghi italiani.  L'incontro successivo è quello con le Carpe, che popolano il tratto di corso d'acqua che arriva alla pianura. 

Carpe
 A fianco gli Storioni, con la loro bocca che setaccia il terreno con una specie di baffetti. Popolano il tratto terminale del fiume che sfocia in mare, ove il fiume scorre molto lentamente.

Storione
Di fronte c'è la vasca dedicata ai pesci tropicali che cambiano la fauna del Mediterraneo provenendo dal Mar Rosso.


Damigella fasciata

 Proseguendo incontriamo l'ambiente della Laguna.



E tra stelle marine, facciamo l'incontro più curioso dell'acquario: vi presento il Granciporro, salvato miracolosamente dalla padella presso un ristorante che lo deteneva illegalmente e consegnato all'Acquario. Esso vive nascosto tra le rocce e... sembra una roccia!

Granciporro
 Bellissime le Meduse quadrifoglio mignon, trasparentissime. Un vero spettacolo. Come tutte le meduse, è costituita per circa il 95% di acqua e fa parte del plancton gelatinoso presente in tutti i mari. È formata da un’ombrella sul cui margine si trovano numerosi piccoli tentacoli cavi. Al centro dell’ombrella c’è una struttura tubolare, detta manubrio, alla cui estremità si apre la bocca, circondata da quattro lunghe braccia. La sua trasparenza lascia intravedere le 4 gonadi dell’apparato riproduttore che insieme ricordano un quadrifoglio.



L'incontro più spaventoso è certamente quello con la Murena...


Si passa poi sotto un'arcata trasparente con razze che volano sopra la testa. Non può che emozionare tutti i piccoli visitatori dell'Acquario.


Mentre l'Aragosta è uno spettacolo della natura con la forma incredibile del suo corpo.


Giacomo e l'Aragosta
Terminato il giro a ferro di cavallo, usciamo per guardare le vasche esterne con le tartarughe e altri enormi pesci rossi. Un bel mosaico decora l'uscita sul retro.


Ecco le tartarughe:


Da veri milanesi la foto con la tipica fontanella d'acqua pubblica della città, la "Vedovella", un ricordo d'infanzia che per fortuna resta sempre. Il nome di Vedovella deriva dal filo d’acqua incessante che sgorga dal loro rubinetto, simile al pianto perenne di una vedova inconsolabile. Invece, il nome Drago-Verde deriva dal loro rubinetto in ottone a forma di drago. Tipica era o è, tra i milanesi, l’usanza di dire: “andiamo a bere al bar del drago verde”! (Tanto è gratis!).


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