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giovedì 2 maggio 2019

BAGGIO (MI): un borgo in città

Un murales opera di Max Gatto
Baggio, periferia milanese, 9km dal centro. fermata del Metrò più vicina (e nemmeno troppo, circa 20 min a piedi) Bisceglie (MM1). Un quartiere famoso da sempre per la cronaca nera, il disagio, la droga. Ma da qualche tempo qui a Baggio si assiste ad una vera e propria rinascita culturale e umana e camminando per le vie del centro storico, Via Ceriani, Via Pistoia, Via Dalmine, la fine della lunghissima Via delle Forze Armate... si respira un'atmosfera tutta particolare. Le persone sono cordiali e hanno tante storie da raccontare. Sembra che ci sia un movimento per la valorizazione di Baggio, sentito nei cuori di coloro che qui abitano da sempre, o sono venuti ad abitare da poco. Giovani e anziani, milanesi che ancora parlano il dialetto (fatto rarissimo a Milano!) e immigtrati, gente di cultura e cittadini più semplici, artigiani, donne di una volta, bambini. 

La Chiesa Vecchia di Baggio
CHIESA VECCHIA
Partiamo dalla sua Chiesa, la Chiesa Vecchia, parzialmente rifatta nel XIX secolo, ma che conserva il campanile originale e che è famosa per il suo organo... che non c'era. 

LA LEGGENDA DELL'ORGANO
In milanese, infatti, si usa dire:
"MA VA' a BAGG a SONA' L'ORGHEN!" =ma vai a Baggio a suonare l'organo... che nella chiesa era solo dipinto, perchè non c'erano i soldi per comprarne uno vero!... e quindi il detto significa più o meno "vai a quel paese!" o anche "vai a farti un giro" in quanto Baggio dista 9 km da piazza Duomo.


 = L'origine della leggenda che racconta del famoso "detto" nasce nell'antica chiesa di Sant'Apollinare e Sant'Antonino che fu per secoli una cappella privata della famiglia longobarda "da Baggio". Alcuni documenti riferiscono che nel 1601 l'edificio fu ampliato in occasione dell'elezione a papa di Anselmo da Baggio (Alessandro II). Come tutte le storie, anche quella dell'organo di Baggio si è arricchita nel tempo favorita da interpretazioni e motivazioni diverse. Difficile indicarne l'originale, le cinque ceramiche che seguono raccontano le 5 più popolari versioni.

Sulle formelle appese al muro vicino alla chiesa si legge:

1. EL PITTOR, LA FAMM e L'ORGHEN (= il pittore, la fame e l'organo")
 = la nostra chiesetta è povera, tutti noi, che non possiamo mica permetterci nemmeno uno straccio d'organino, almeno adesso lo avremo pitturato sul muro.
2. GHE VOREVA ANCA LA GUERRA (=ci voleva anche la guerra)
= in un paio di giorni la nostra chiesetta si è trasformata in un deposito militare. I francesi avevano fatto man bassa di tutto e anche, ed è stata la più grossa, delle canne dell'organo. 
3. EL TINO, EL TOR, E L'ORGHEN (=Il Tino, il Toro e l'organo)
 "Appoggia la testa all'organo dipinto sul muro, chiude gli occhi. Tira un sospirone come quando era davanti al toro e poi, poi si mette a piangere, non finisce più, e proprio in quel momento l'organo si mette a suonare."
4. GAETAN EL DAZZI E L'ORGHEN (Gaetano, il dazio e l'organo)
 "Gaetano, era proprio necessario andare a suonare l'organo fino là a Baggio, che sembra fuori dal mondo?" A continuare a fare avanti e indietro dal dazio, il Gaetano è conosciuto da tutti i dazieri: "Eccolo lì quello che va a Baggio a suonare l'organo!"
5. EL REAL CONSERVATORI DE MILAN (=il reale conservatorio di Milano)
 "Prima della lezione, finiamo subito i compiti della settimana sull'organo di Baggio. Tu, Nearco, in piedi! Non ci sei mai... E allora vai a Baggio a suonare l'organo!"
(Traduzione dal Milanese di Marco Torricelli)

L'interno della chiesa con... il pianoforte!
LA PRIMAVERA DI BAGGIO
La Chiesa è dal 2012 sede de "La Primavera di Baggio" http://www.primaveradibaggio.it/stagione/, la piccola (ma grande per gli artisti che ospita) stagione musicale (prevalentemente pianistica ma non solo) voluta e organizzata dalla celebre coppia di pianisti Davide Cabassi e Tatiana Larinova per contribuire alla valorizzazione del loro quartiere (Video Promo ). La stagione di quest'anno si inaugura proprio domani, 3 maggio 2019 e per questo oggi in chiesa era già pronto il pianoforte. 

 di fronte alla chiesa
EL PALAZIÉTT
A due passi dal portale della chiesa, al 410 di Via delle Forze Armate, un ingresso in legno svela la medievale Casa dei Baggi (El Palaziétt), un angolo pittoresco davvero unico, di epoca medievale, che mi ha indicato la signora Tiziana della Libreria LINEADICONFINE, a sua volta sede di un altro piccolo tesoro nascosto: il cortile interno (vedi sotto): si dice che il nome di Baggio derivi da qui (anche se gli studiosi sono ancora incerti) e da qui parte un’infilata di case di ringhiera, dal sapore popolare e antico:

Il portone de El Palaziett

Il comune di Baggio era autonomo fino al 1923, quando fu annesso a Milano. Era un comune rurale.

L'interno
Sulla destra del portone, una delle maioliche che addobbano le strade della Baggio Vecchia, donate da Maestranze campane, venete o lodigiane. L'iniziativa mi ha ricordato i Murales di Cibiana (Vedi:). 

Ceramica fuori da El Palaziett
Si legge: "Milanes! V'emo portaa l'asin che l'è minga mort su'l campanin de la gesetta de Bagg. Bauscioni, avii capii adess!" di facile traduzione, soprattutto se si conosce l'altra buffa storia famosa secondo la quale sul campanile di Sant'Apollinare sarebbe cresciuta dell'erba e un contadino sciocco vi avrebbe issato un asino per brucarla, come racconta questa maiolica appesa al muro in un'altra via:


La storia dell'asino sul campanile

Camminando per il vecchio quartiere, ecco la libreria della Signora Teresa, che ci fa entrare e ci porta ad ammirare il suo bellissimo cortile interno. Tutto è tenuto cun cura e con quel gusto "di una volta" che ci fa sentire a casa. 

La Libreria Lineadiconfine
Il cortile interno
Qui ci sono tante storie da raccontare, pare che il tempo si sia fermato, volontariamente, per preservare angoli di vita di una volta che altrove sono andati perduti.

Cortile
 C'è anche un nanetto, sfuggito al movimento di liberazione dei nani da giardino!

Un nanetto nascosto tra i fiori

Fantasia di matite
L'angolo suggestivo dove si trova la libreria
Più avanti, un'altra chicca di Baggio, il Caffè/Pasticceria e Sala Lettura CARTADAZUCCHERO, in Via Ceriani 13, dotato anche di Pagina Facebook facebook.com/cartadazucchero.baggio dove si possono gustare torte e pasticcini fatti in casa in un ambiente da bistrot chic, con sala di lettura e biblioteca libera (si possono anche prendere in prestito libri per il week end). Chiara Palmigiani e Chiara Chisani sono le proprietarie del locale e accolgono ogni cliente con amore e cordialità.


Il bancone della pasticceria
LIBRAGGIO
Oltre ai dolci, tisane di ogni tipo. All'insegna della slow life. Questo locale fa parte del progetto "LIBRAGGIO, Libri a Baggio": una libreria per un libero “book crossing”, che permetta a tutti gli abitanti di poter usufruire, senza doversi registrare e senza dover rendere conto a nessuno, di centinaia di libri messi a disposizione e distribuiti attraverso un circuito di esercizi commerciali fra i più disparati come pizzerie, bar, negozi di alimentari, pasticcerie, trattorie. L’unica cosa che viene richiesta a tutti è quella di trattare bene i libri presi in prestito, di riportali nello stesso posto in cui sono stati prelevati o di consegnarli in un altro locale aderente all’iniziativa e, dove possibile, di arricchire la libreria con qualche libro che si ha a casa e che non serve più.
Baggio legge, dunque... e lo testimonia anche la grande biblioteca nel Parco, una delle più estese della città, anche riccamente decorata all'esterno da grafitari artisti:

La biblioteca di Baggio

Decorazioni
 Legge e si impegna in temi politici e sociali. 



Un omaggio a Klimt e alle donne
Baggio ha a cuore la donna e la tutela dei diritti delle donne. Aderisce con forza ai movimenti contro la violenza delle donne e celebra le donne simbolo di lotte per l libertà e la parità dei diritti. Baggio celebra i valori di una volta, quelli dei contadini, della semplicità della vita rurale, di una cena povera consumata nel calore della famiglia unita.


E celebra il lavoro duro, di contadini e artigiani. Di questi ultimi ne restano ancora. Si trovano botteghe ormai rare altrove nella città più proiettata verso il futuro e verso l'estero d'Italia. Qui c'è ancora il "materassaio". 

IL PARCO DELLE CAVE http://parcodellecave.it/
Sono poi uscita dal quartiere di Baggio Vecchia per andare a fare una passeggiata nel famoso Parco delle Cave, uno dei polmoni verdi più importanti di Milano, che colpisce per le sue dimensioni e per la natura che verdeggia e fiorisce, soprattutto a primavera, tra i suoi laghi meravigliosi: non sembra nemmeno di essere a Milano!



Ancora quando non si parlava di Parco le attività estrattive di ghiaia e sabbia iniziate negli anni ’20 formarono i famosi laghetti chiamati Cave, da cui il nome. 



Sull’area c’è ancora attiva l’attività agricola svolta presso la Cascina Caldera dall’Azienda Agricola Caldera che da oltre 50 anni lavora i terreni attorno alla Cascina Linterno e nel Parco delle Cave mantenendo attive anche le preziose marcite. L’idea di creare il parco nacque negli anni 70 e il Comune di Milano cominciò ad interessarsi per iniziare il risanamento dell’area. Ma solo negli anni 2000 il Parco diventa quello che è oggi, un orgoglio pe Baggio.



Nel Parco delle Cave si trovano due cascine di grande interesse storico-culturale: la Cascina Linterno, del XII secolo, luogo di grande pregio monumentale e la Cascina Caldera che risale al 1500 e che ha subito lavori di ampliamento e miglioria nel 1843. Alcune specie animali hanno saputo trarre un notevole vantaggio da questi insediamenti. Il Barbagianni e la Civetta sono predatori notturni che utilizzano gli edifici rurali per nidificare e i dintorni per procurarsi il cibo.


Prato fiorito al Parco delle Cave

Primavera al Parco

 Finisco il mio giro di Baggio al Monastero degli Olivetani, oggi sede dei Vigili:

Il Monastero
E torno alla Chiesa Vecchia, da cui ero partita, scattando ancora fotografie per ricordare Baggio e per invogliare tutti ad andare a farci un giro. Curiosando anche tra i locali caratteristici, come L'osteria alla Grande http://www.osteriaallagrande.com/, dove il proprietario ha raccolto tutta una serie di oggetti della ristorazione antichi che mi hanno ricordato il Museo Guatelli qui a Parma:


Interno del locale


Oggetti da collezione
 Magari ci andate in bicicletta, dato che a Baggio la bicicletta è celebrata e nel parco ci sono percorsi ciclabili adatti a tutti. Tutto è decorato, colorato... i baggesi hanno davvero a cuore la rivalutazione del loro quartiere, che è più un paese che un quartiere, un paese in città.


La scuola Secondaria Primo Levi, decorata all'esterno

Maiolica con bici in rilievo


Fuori dalla trattoria
Qui la famosa Trattoria Fà Ballà l'oeucc, https://www.trattoriafaballaloeucc.it/, 
in Via Pistoia 19. Tipica cucina milanese. Locale storico. All'ingresso un segno di civiltà: sotto al dipinto di Baggio, un vaso per buttare i mozziconi di sigaretta!




Lezioni di disegno

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