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mercoledì 30 agosto 2017

BELLUNO: in città con la scala mobile

Fontana di San Gioatà
Molto comodo parcheggiare al Parcheggio Lambioi: con una lung scala mobile si arriva direttamente in Piazza del Duomo.  In Piazza, oltre al Duomo, si possono ammirare il Palazzo Rosso del Municipio, Palazzo Rettori della prefettura, il Battistero e la Fontana di San Gioatà, sormontata dalla scultura di San Gioatà (co-patrono della città insieme al più celebre San Martino, le cui reliquie sarebbero state portate dall'Africa dal primo vescovo di Belluno, Teodoro). Dal punto di vista stilistico la fontana assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita, quasi contemporaneamente, nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo.

Palazzo dei rettori con Torre dell' orologio
Il Palazzo Rettori della prefettura è edificio realizzato a varie riprese partendo dal 1409 fino al 1536, non si è ancora sicuri sul nome dell'architetto, caratteristica la Torre dell'Orologio.

Il Duomo
La Basilica Cattedrale di San Martino è stata edificata sul luogo ove sorgeva un'antichissima chiesa paleocristiana. L'attuale costruzione è la realizzazione di un progetto del Cinquecento, mentre il vicino campanile è di un periodo successivo: infatti il suo progetto, di Filippo Juvarra, venne realizzato a metà del 1700.
Interno del Duomo

Interno del Duomo, particolare

Il Battistero
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, più comunemente nota con il nome di Battistero, si trova a pochi passi dal Duomo. La funzione di Battistero venne assunta nel 1555. L'attuale riedificazione è del 1896, mentre la chiesa ha subito un restauro nel 1970. L'edificio inoltre presenta due campanili laterali che sostituirono nel 1896 quello centrale, abbattuto perché molto danneggiato dopo il terremoto del 1873.
Per le vie del centro





Dino Buzzati è il personggio della cultura più noto e celebtrato a Belluno. Accanto all'attività di scrittore, giornalista e pittore, Buzzati si dedicò alla musica operistica, dando vita a un sodalizio con il compositore e direttore di orchestra Luciano Chailly, per il quale scrisse quattro libretti. Curò personalmente le scenografie delle sue opere teatrali e dei drammi d'opera e lavorò come scenografo e costumista anche per opere non sue, come i balletti Jeu de cartes di Igor Stravinskij e Fantasmi al Grand Hotel di Luciano Chailly. A questa attività dello scrittore bellunese sono dedicati i cataloghi Maccari e Buzzati al Teatro alla Scala, mostra sesta a cura e con saggio di Giulio Carlo Argan (1990) e Buzzati alla Scala (2006) a cura di Vittoria Crespi Morbio.


Il Teatro
Teatro Comunale: costruito in stile neoclassico. La facciata si ricollega ad altre opere che si trovano in Veneto e in Austria, mentre la scalinata di ingresso è caratterizzata da due leoni, rappresentanti la musica e la poesia.

Piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri



Santo Stefano
La Chiesa di Santo Stefano è della II metà del 1400.  La facciata principale, semplice e grezza, è fatta con pietra in vista. L'interno della chiesa, a tre navate, è suddiviso da alte arcate ogivali che sostengono volte a crociera. All'interno si possono trovare opere, tra gli altri, di Andrea Brustolon e della scuola di Tiziano.

Interno della chiesa

La madonna delle sette spade
Adiacente alla Chiesa di Santo Stefano, il convento dei Serviti, che presenta un elegante chiostro iniziato nel 1462, in stile gotico, di forma quadrata, con una serie di arcate ogivali con colonne in pietra.
Chiesa Santo Stefano

Porta Dojona
 Porta Dojona: prende il nome dal vicino torrione con cui costitutiva un complesso fortificato.


Fontana di San Lucano
Fontana di San Lucano: si trova in Piazza delle Erbe, ed è stata realizzata in una prima fase nel 1318.  La fontana è formata da un catino circolare suddiviso in dieci specchiature irregolari che poggia su un basamento di grandi lastre di pietra di Castellavazzo. Sulla cima della fontana si trova una copia ottocentesca della statua di San Lucano.


venerdì 25 agosto 2017

PIEVE DI CADORE (BL): Casa di Tiziano, MARC e Museo dell'Occhiale

La casa natale di Tiziano
LA CASA NATALE DI TIZIANO (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576)

Quest'estate è stata ricca di viaggi, musicali e non, tutti interessanti e degni di far parte di questo spazio in continua evoluzione, che forse si è trasformato in un album personale di ricordi che solo i pochi continuano a seguire. Il primo viaggio che voglio raccontarvi è quello che abbiamo fatto a Pieve di Cadore, paese in provincia di Belluno famosa per essere stata la residenza dei primi anni di vita di Tiziano Vecellio e per aver sviluppato, nel secolo scorso, l'industria dell'occhiale. 

Antonio osserva i colori di Tiziano

"Al pianterreno l’ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore.
Salita la ripida scala in legno, si accede al piano superiore, nei cinque suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l’infanzia e, successivamente - dopo il suo trasferimento a Venezia - ogni volta che faceva ritorno in patria.
In questi ambienti arcaici aleggia ancora lo spirito dell’Artista: lo si percepisce nella cucina con il grande foghér (focolare) e cappa – era l’unica riscaldata della casa -, con annesso locale di servizio; lo si respira ancora nelle due camere ma, soprattutto nell’intimo della stùa, foderata di legno e con il rustico soffitto a cassettoni. L’emozione di calcare quelle assi del pavimento malferme dal tempo o le pietre levigate della cucina che avevano visto venire alla luce il Genio dell’arte pittorica del Rinascimento, è un’esperienza straordinaria."Dal Sito di Pieve, vedi

LA FAMIGLIA DI TIZIANO momentaneamente in Casa Tiziano per restauri nella Chiesa
Non chiare le date di nascita di tutti i personaggi: forse intorno al 1476 Francesco; nell’arco cronologico tra 1477 e 1490 Tiziano; poco ancora si sa, riguardo alle tre sorelle.

La paletta vecelliana “Madonna col bambino tra i santi Tiziano e Andrea”, meglio conosciuta come “La famiglia di Tiziano”, che abitualmente è esposta nella chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente, dove in questi giorni sono in corso importanti lavori per il restauro dell’edificio e della pulizia delle sue pareti. E' proprio come se tornasse Tiziano, perché nel dipinto la prima figura in alto a sinistra, con la barba, è unanimemente considerata come l’autoritratto del pittore. Anzi, è considerato uno dei migliori.

Antonio e Giacomo salgono al piano di sopra in casa Tiziano

dal 24 maggio al 15 ottobre:             10:00-12:30 15:30-18:30 aperto tutti i giorni
(dal 15 luglio al 27 agosto aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 10:00 alle 19:00)

 dal 15 ottobre al 31 dicembre solo su prenotazione o richiesta presso il Museo Archeologico.

Il piano delle stanze

Il Fogher

Dal balcone esterno della casa

La fontana nella piazza adiacente

Monumento a Tiziano
 IL MUSEO ARCHEOLOGICO CADORINO (MARC)

Situato al II piano dello storico Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore, spone reperti preromani e romani rinvenuti nell'area del Cadore. In particolare di Lagóle, uno dei principali luoghi di culto dello scenario alpino per l'epoca venetica e romana. Lamine in bronzo, vasche, manici, mestoli bronzei....

LA PIAZZA DI PIEVE DI CADORE con ingresso museo
Oggetti di epoca preromana e romana

Vasi e ampolle

Statuine votive

Mosaico all'ingresso
IL MUSEO DELL'OCCHIALE

Questo museo è stato davvero interessante. La storia degli occhiali in Cadore è importante e ha retto per decenni l'economia dei paesi.

Nel 1990 si tenne l’inaugurazione del Museo dell’Occhiale a Tai di Cadore e nel 1996 venne istituita la Fondazione Museo dell’Occhiale riconosciuta come ONLUS. La volontà di dare una collocazione più adeguata a questo ricco patrimonio oggettuale e documentario portò, nell’agosto 2007, all’apertura del nuovo Museo dell’occhiale nel palazzo denominato COS.MO (Centro Operativo Servizi Museo dell’Occhiale) a Pieve di Cadore.

Ingresso al museo

Santa Lucia
Si tratta di 1600 pezzi tra occhiali, lenti, astucci, binocoli, insegne, cannocchiali, ventagli, statuette e volumi d’epoca, provenienti soprattutto dalla Francia. L’arco temporale rappresentato dagli oggetti è compreso tra il XVI secolo e gli anni Cinquanta del ‘900. Successivamente il patrimonio venne incrementato 
Primi occhiali

Cosa sta guardando Giacomo?

Cannocchiali
Articolato su due piani, il percorso di visita presenta oggi, al piano terra, la narrazione dell’evoluzione delle forme, dei materiali e dell’uso sociale degli occhiali e degli altri strumenti basati sull’impiego delle lenti (cannocchiali, binocoli, lanterne magiche, ecc.). Il tema si sviluppa, nelle sale successive, legandosi a quello degli occhiali e al loro sviluppo nell’ambito della scienza e della tecnica. Ampio spazio è stato dedicato anche all’astuccio come testimoniano gli eleganti astucci in madreperla, in argento inciso o in avorio traforato. Accompagna gli oggetti, contestualizzandoli, un ricco apparato iconografico costituito da riproduzioni fotografi che e stampe d’epoca.
Al secondo piano trova spazio la storia del territorio. Si deve ad Angelo Frescura, venditore ambulante, e a Giovanni Lozza, arrotino e meccanico, l’apertura nel 1878 della prima fabbrica di occhiali a Calalzo di Cadore. L’esposizione segue un itinerario cronologico dove fotografi e storiche, documenti d’archivio, vecchi macchinari, filmati, occhiali, lenti e astucci narrano il lavoro dell’occhialeria in questa valle e, successivamente, in altre zone della provincia di Belluno. Un’ampia sala accoglie attrezzature e strumenti, risalenti gli anni ’50 del ‘900, dove sono illustrate le tecniche di fabbricazione degli occhiali in metallo e in celluloide.

LANTERNA MAGICA
 http://www.museodellocchiale.it/

Storia della Safilo

IL FORTE DI MONTE RICCO

Ultima tappa della giornata, breve gita al Forte di Monte Ricco. Testimonianza di quanto la guerra sia stata presente in valle. 

Documenti del tredicesimo secolo raccontano di un primo Castello di Pieve, qui sorto durante la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia.
A metà del quindicesimo secolo, passato il Cadore alla Serenissima, il Castello fu ricostruito, e diventò la residenza del Capitano veneziano.
Esso venne ricostruito ancora tra il 1882 e il 1895, insieme alla altre fortificazioni del campo trincerato cadorino, un’articolato sistema difensivo eretto a difesa del territorio contro l’Impero Austro-Ungarico.
Gli austrici se ne impossessarono nel 1917, e lo fecero saltare un anno dopo, alla fine della Guerra, quando, a seguito del contrattacco italiano, lo abbandonarono.
Nel ’40, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Forte era ancora sulla linea di fronte, parte del Vallo Alpino. Ma il potenziamento del sistema difensivo cadorino non fu mai attuato, e ancora il Forte fu abbandonato.


venerdì 18 agosto 2017

BRESSANONE (BZ): L'elefante e il labirinto di canapa

L'elefante di Bressanone... perchè?
Tappa a Bressanone prima di approdare alla destinazione musicale dell'estate: il corso di alto perfezionamento pinistico di Ledro, Kawai a Ledro 2017. Come sempre, quando si viaggia, è bello fermarsi a visitare una città, un paese, un museo, un bosco... in questo caso... Bressanone, la III città del Trentino Alto Adige. Passato romano, ma soprattutto, più tardi, sede vescovile. 

Per le vie della città
La cittadina è accogliente, pulita e ha un sapore particolare di MittelEuropa. Secondo la tradizione fu fondata nel 901. Si trova alla confluenza tra il Rienza e l'Isarco. Tra i vescovi di allora spicca la figura di Albuino, discendente della casata degli Ariboni, che aveva importanti relazioni con diverse corti principesche ed in particolar modo con quella imperiale.
Gli amici Playmobil anche a Brixen!

Chiesa Parrocchiale
Incontriamo subito la Chiesa Romanica di San Michele e la Torre Bianca con i suoi 72 m di altezza, uno dei simboli della città.

In Piazza Parrocchiale
Piazza del Duomo è bellissima, con la chiesa e il suo doppio campanile che la domina con la sua imponenza.
Giacomo in Piazza del Duomo, dietro Palazzo del Municipio
Il palazzo, sede del municipio di Bressanone, sorge al centro della città. Il suo lato settentrionale sbocca sulla strada dei Portici Maggiori, mentre quella meridionale dà sulla centrale piazza Duomo. Al visitatore questa facciata presenta alcuni elementi rinascimentali, mentre il tetto merlato, la torre richiamano al tardo Medioevo, seppur costruito nei primi anni del XX secolo. 

Il Duomo
DA WIKI: "Il Brixner Dom è un'imponente chiesa in stile BAROCCO, che si erige nella centralissima piazza omonima. La chiesa risalente al XIII secolo subì successivi restauri, a causa di un susseguirsi di sfortunati incendi che si protrassero negli anni.  Adiacente lato destro si trova l'antico chiostro ROMANICO, anche detto la "Bibbia dei Poveri", in quanto ricca di dipinti raffiguranti le principali scene narrate nella Bibbia.  Presenta una particolare volta a crociera, che rappresenta l'evoluzione dell'arte medioevale. Una porta del chiostro conduce inoltre ad un'antica cappella, da ammirare per i suoi antichi affreschi. Un angolo non affrescato era adibito a passaggio pubblico con bancarelle. Degne di nota sono la rappresentazione dell'elefante (terza arcata) e l'adorazione dei Magi (tredicesima arcata). Dal chiostro si accede al Battistero di San Giovanni Battista (Johanneskapelle am Kreuzgang) che rappresenta la più antica cappella di corte del Palazzo Vescovile. Al suo interno si possono trovare affreschi romanici di qualità e di indiscussa importanza. 

Il Duomo

Colonna Millenaria (1909)
L'agnello sulla cima della colonna è lo stemma della città. Alla base, la statua di Zaccaria. Sulla base rappresentati momenti della storia della città.

Il Duomo visto dalla Piazza Vescovile

Soliman l'Elefante

Abbiamo deciso di entrare nel labirinto di canapa! SOLIMAN!

Giacomo e Antonio verso il labirinto
L'arrivo dell'elefante Soliman a Bressanone è documentato nei libri di storia. L'animale era un dono da parte di Giovanni III., re del Portogallo, a suo nipote, l'arciduca Massimiliano d'Austria. L'elefante che proveniva da una colonia indiana dovette affrontare il lungo viaggio da Lisbona attraverso Genova in direzione delle Alpi. La gente lungo il percorso avvertì il suo arrivo come un evento sensazionale. A Trento e Bolzano fu accolto dagli applausi della gente, primi fra tutti i vescovi e i cardinali. Anche a Bressanone gli abitanti scesero in strada per assistere all'ingresso del pachiderma e dei suoi accompagnatori.


L'arrivo dell'elefante fu un vero colpo di fortuna per l'albergo che lo ospitò. L'oste Andrä Posch si prese cura del potente ospite per ben 14 giorni fino al 2 gennaio 1552 quando l'elefante e i suoi accompagnatori proseguirono il lore cammino verso nord. Passando per Innsbruck e Hall, attraverso l'Inn e il Danubio, l'elefante arrivò a Vienna nel mese di maggio del 1552.
Al lungo viaggio seguì una breve permanenza: Il povero animale morì nel dicembre 1553 a Kaiserebersdorf probabilmente a causa di una nutrizione sbagliata o forse anche per la forte nostalgia di casa.

Nel labirinto
Dopo la sua morte, il viaggio dell'elefante non era ancora terminato. Le ossa del suo piede anteriore veivano usate per creare una meravigliosa seduta, esposta ancor'oggi nel monastero benedettino di Kremsmünster. I resti della mummia passaranno in successione al duca Alberto di Baviera che inserì l'elefante nella sua collezione esposta nel Museo Nazionale Bavarese.

Troveremo l'uscita??

Tra corde appese

Una finestra sulla città

Relax

Ancor più relax!


Ponte sospeso...

Dall'alto

Foglie di Canapa

Soliman

Da Soliman

Percorso Kneipp

Chiostro del Duomo - affreschi

Chiostro del Duomo

Antonio guarda i meravigliosi affreschi

Giacomo si sofferma su una tomba...

Chiostro

Chiostro

L'interno del Duomo