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venerdì 10 novembre 2017

RAVENNA: Sulle tracce dei Bizantini

Davanti al Battistero Neoniano
Quando si studia qualcosa a scuola non c'è metodo migliore per fare amare di più gli argomenti affrontati in classe: un viaggio per vedere, toccare, ascoltare ciò che si è imparato. E così siamo partiti per Ravenna, non appena è caduto, sul libro di testo, l'Impero Romano d'Occidente. E siamo andati a visitare Ravenna, dove sono ben 8 i siti Patrimonio Unesco. E stupisce quanta poca gente ci sia, mentre sono sempre tutti in coda per il Duomo di Milano o per la Sagrada Familia a Barcellona... senza nulla toglier a questi due capolavori architettonici... cos'hanno in meno i mosaici di Ravenna? Non sono forse ancor più impressionanti?
San Vitale, esterno
Purtroppo ciò che conta oggi è la capacità di valorizzare le bellezze con un marketing adeguato: l'evento che attiri, la pubblicità, l'idea che o ci si va in quei giorni o si perde l'occasione... pare che tutto funzioni così. Peccato... per chi a Ravenna non ci va. Non per noi, che abbiamo potuto visitare tutto senza fare code, in pace e tranquillità. 

San Vitale, interno
I primi mosaici che abbiamo ammirato sono quelli della Basilica San Vitale. Basilica consacrata nel 548. I Mosaici famosi sono quelli di Teodora e Giustiniano con Massimiano.
San Vitale, mosaico di Giustiniano
Da qui a Galla Placidia, piccolo mausoleo che Galla, figlia di Teodosio, si fece edificare per sè. Anche qui i mosaici sono meravigliosi, Abbiamo scelto i Cervi alla fonte.

Galla Placidia, esterno

Galla Placidia, interno
 Verso Apollinare Nuovo, ci siamo fermati per ammirare un particolare che piace ai bambini, ma anche a noi: nella Chiesa di San Francesco, una delle più antiche, vi è una cripta invasa dall'acqua dolce, in cui per una particolare ricchezza di ossigeno, vivono pesci rossi che nuotano liberamente sul pavimento decorato. Incredibile! 

San Francesco, esterno


Cripta con pesci
Sant'Apollinare Nuovo, esterno
Sant'Apollinare Nuovo colpisce per la grandiosità dei suoi mosaici: due livelli di decorazioni ininterrotte per tutta la lunghezza della navata centrale.

Sant'Apollinare nuovo, mosaico interno
Sosta al Parco cittadino che sorge nei pressi del Museo d'Arte contemporanea che però abbiamo "saltato" per non caricare i ragazzi con troppe visite.

Museo d'Arte Contemporanea, esterno

Al parco, pausa
Molto interessante la visita al TAMO, museo dei mosaici.  http://www.tamoravenna.it/
Tel: 0544 213371

TAMO è un museo dedicato al mosaico, antico e contemporaneo, che ha sede nello splendido complesso monumentale di San Nicolò.
La chiesa trecentesca propone un affascinante percorso museale attraverso reperti eccellenti, molti dei quali inediti.
I cartoni di grandi maestri del restauro, le sinopie e la sezione dedicata ai materiali, con gli smalti e i vetri a foglia d’oro della vetreria Angelo Orsoni di Venezia danno vita ad un percorso
che introduce il visitatore in un “laboratorio” dell’Arte del Mosaico e lo accompagna a scoprire come il “fare” mosaico non sia un semplice procedimento tecnico, ma un meraviglioso linguaggio artistico, autonomo e complesso.

INFORMAZIONI:

Dal 1 marzo al 2 giugno
Lunedì – venerdì 10.00 -18.30 – Sabato e domenica chiuso
Dal 3 giugno al 6 ottobre
Lunedì – venerdì 10.00-14.00 – Sabato e domenica chiuso
Dal 7 ottobre al 24 dicembre
Lunedì-venerdì 10.00-17.00 – Sabato e domenica chiuso
Dal 26 dicembre al 6 gennaio
tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Al TAMO, Mosaici
Intero: € 4
Ridotto: € 3
Visite guidate per gruppi (durata circa un’ora): € 40
Cumulativo Tamo + Tappeti + Cripta: € 7

Al TAMO, Mosaici

Al TAMO, Mosaici


Battistero Neoniano, interno
E stupenda la sosta al piccolo ma ottimamente allestito Museo delle bambole e dei balocchi, nei pressi di Piazzale Kennedy, gestito da un'anziana signora adorabile che ci ha magnificamente illustrato l'esposizione. 

Al Museo delle bambole e dei Balocchi

Teodorico in bicicletta....
Il Battistero degli Ariani, come quello Neoniano, ha la volta decorata con un mosaico rafficurante il Battesimo di Cristo: con San Giovanni Battista e la personificazione del fiume Giordano (con tanto di chele di granchio in testa!)

Battistero degli Ariani, esterno
A piedi verso la Rocca Brancaleone, che ci ha ricordato la nostra Cittadella, perchè all'interno sorge un altro parco pubblico. Di qui al mausoleo di teodorico, dove abbiamo raccontato la leggenda del fulmine che anche il poeta Carducci ha narrato in una sua poesia: Teodorico credeva di poter scampare alla funesta predizione, ma il fulmine squarciò il tetto di pietra (e si conserva la crepa!) e lo colpì mentre si faceva il bagno nella vasca che si può ammirare all'interno). Un cavallo nero, poi, venne a prendere il suo corpo e lo buttò nell'Etna!

Rocca Brancaleone

Mausoleo di Teodorico

Mausoleo di Teodorico, interno, vasca
Ancora Mosaici alla Domus dei Tappeti di Pietra: 42 atanze pavimentate a mosaico, scoperte negli anni Novanta mentre si scavava per costruire un garage!

INFORMAZIONI:

Dal 7 gennaio al 28 febbraio 2019: aperta sabato e domenica dalle 10 alle 18.
Dal 1 marzo al 6 ottobre: tutti i giorni dalle 10 alle 18.30
Dal 7 ottobre al 17 novembre: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.
Dal 18 novembre al 24 dicembre: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17. Lunedì chiuso.
Dal 26 dicembre al 6 gennaio 2020: tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Intero: € 4
Ridotto: € 3
Visite guidate per gruppi (durata circa 40 minuti): € 40
Audioguida Domus dei Tappeti di Pietra: € 1
Cumulativo Tamo + Tappeti + Cripta: € 7

Domus dei Tappeti di Pietra – via Barbiani ingresso chiesa di Sant’Eufemia, 2, 48121 Ravenna – Tel. 0544 32512

https://domusdeitappetidipietra.it/


Alla Domus dei Tappeti di pietra
La Darsena
Passeggiata lungo il canale, con l'odore del mare. Zona meno bella di Ravenna che andrebbe riqualificata. Come sempre vicino alle stazioni le città offrono il peggio di sè.
Bellissimo il Teatro... peccato non esserci mai stati.

Il Teatro Dante Alighieri
 Tomba di DAnte... emozioni mie. Troppo per i ragazzi che sono ancora alle elementari e medie.

La Tomba di Dante
L'ultimo giorno, prima di lasciare il nostro bellissimo appartamentino in Via Lametta dalla signora Lilly, visita a Sant'Apollinare in Classe. Un po' stanchi, ma felici. Sicuramente arricchiti, nella mente e nello spirito.
Sculture moderne davanti a S. Apollinare in Classe

Sant'Apollinare in classe, esterno

Sant'Apollinare in classe, interno

mercoledì 30 agosto 2017

BELLUNO: in città con la scala mobile

Fontana di San Gioatà
Molto comodo parcheggiare al Parcheggio Lambioi: con una lung scala mobile si arriva direttamente in Piazza del Duomo.  In Piazza, oltre al Duomo, si possono ammirare il Palazzo Rosso del Municipio, Palazzo Rettori della prefettura, il Battistero e la Fontana di San Gioatà, sormontata dalla scultura di San Gioatà (co-patrono della città insieme al più celebre San Martino, le cui reliquie sarebbero state portate dall'Africa dal primo vescovo di Belluno, Teodoro). Dal punto di vista stilistico la fontana assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita, quasi contemporaneamente, nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo.

Palazzo dei rettori con Torre dell' orologio
Il Palazzo Rettori della prefettura è edificio realizzato a varie riprese partendo dal 1409 fino al 1536, non si è ancora sicuri sul nome dell'architetto, caratteristica la Torre dell'Orologio.

Il Duomo
La Basilica Cattedrale di San Martino è stata edificata sul luogo ove sorgeva un'antichissima chiesa paleocristiana. L'attuale costruzione è la realizzazione di un progetto del Cinquecento, mentre il vicino campanile è di un periodo successivo: infatti il suo progetto, di Filippo Juvarra, venne realizzato a metà del 1700.
Interno del Duomo

Interno del Duomo, particolare

Il Battistero
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, più comunemente nota con il nome di Battistero, si trova a pochi passi dal Duomo. La funzione di Battistero venne assunta nel 1555. L'attuale riedificazione è del 1896, mentre la chiesa ha subito un restauro nel 1970. L'edificio inoltre presenta due campanili laterali che sostituirono nel 1896 quello centrale, abbattuto perché molto danneggiato dopo il terremoto del 1873.
Per le vie del centro





Dino Buzzati è il personggio della cultura più noto e celebtrato a Belluno. Accanto all'attività di scrittore, giornalista e pittore, Buzzati si dedicò alla musica operistica, dando vita a un sodalizio con il compositore e direttore di orchestra Luciano Chailly, per il quale scrisse quattro libretti. Curò personalmente le scenografie delle sue opere teatrali e dei drammi d'opera e lavorò come scenografo e costumista anche per opere non sue, come i balletti Jeu de cartes di Igor Stravinskij e Fantasmi al Grand Hotel di Luciano Chailly. A questa attività dello scrittore bellunese sono dedicati i cataloghi Maccari e Buzzati al Teatro alla Scala, mostra sesta a cura e con saggio di Giulio Carlo Argan (1990) e Buzzati alla Scala (2006) a cura di Vittoria Crespi Morbio.


Il Teatro
Teatro Comunale: costruito in stile neoclassico. La facciata si ricollega ad altre opere che si trovano in Veneto e in Austria, mentre la scalinata di ingresso è caratterizzata da due leoni, rappresentanti la musica e la poesia.

Piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri



Santo Stefano
La Chiesa di Santo Stefano è della II metà del 1400.  La facciata principale, semplice e grezza, è fatta con pietra in vista. L'interno della chiesa, a tre navate, è suddiviso da alte arcate ogivali che sostengono volte a crociera. All'interno si possono trovare opere, tra gli altri, di Andrea Brustolon e della scuola di Tiziano.

Interno della chiesa

La madonna delle sette spade
Adiacente alla Chiesa di Santo Stefano, il convento dei Serviti, che presenta un elegante chiostro iniziato nel 1462, in stile gotico, di forma quadrata, con una serie di arcate ogivali con colonne in pietra.
Chiesa Santo Stefano

Porta Dojona
 Porta Dojona: prende il nome dal vicino torrione con cui costitutiva un complesso fortificato.


Fontana di San Lucano
Fontana di San Lucano: si trova in Piazza delle Erbe, ed è stata realizzata in una prima fase nel 1318.  La fontana è formata da un catino circolare suddiviso in dieci specchiature irregolari che poggia su un basamento di grandi lastre di pietra di Castellavazzo. Sulla cima della fontana si trova una copia ottocentesca della statua di San Lucano.